Un nuovo codice tributo per le società editoriali

di Simone Commenta

La risoluzione odierna che è stata resa nota dalla nostra amministrazione finanziaria, la 31/E per la precisione, ha introdotto una novità fondamentale per tutte quelle imprese che sono attive nel campo editoriale nel nostro paese: in effetti, anche queste ultime hanno l’obbligo di utilizzare il consueto modello F24, un documento che offre la possibilità di sfruttare un credito d’imposta in compensazione. Ebbene, c’è un apposito codice tributo in questo senso, il 6837, il quale renderà più semplice per queste società acquisire la carta utile per stampare libri, giornali e periodici, il tipico servizio che sono solite mettere a disposizione.

ARTE LIBRARIA: LA PUBBLICAZIONE SCONTA L’IVA AL 4%
C’è da precisare che fino ad ora è stato usato un altro codice tributo, ma la stessa Agenzia delle Entrate ha precisato che non vi sarà alcun tipo di problema per chi ne avrà fruito prima della pubblicazione di tale circolare. Tra l’altro, occorre aggiungere come il riconoscimento di questo stesso credito d’imposta ha beneficiato da tempo di una apposita regolamentazione. In effetti, esiste una circolare che è stata emanata dalla presidenza del Consiglio dei ministri, più precisamente il dipartimento che si occupa di informazione e ovviamente di editoria.

TASSA SU INTERNET PER SALVARE EDITORIA

Tale documento risale alla fine dello scorso anno (il 29 dicembre per la precisione) ed è risultato utile per dare l’attuazione definitiva ai contenuti della legge di stabilità del 2011: quest’ultimo ha provveduto a rendere concreto il rifinanziamento degli interventi di tipo straordinario a sostegno del comparto di cui si sta parlando. Questa norma ha posto qualche problema soprattutto per quel che concerne le discussioni che hanno coinvolto l’opinione pubblica, anche perché il settore non vive certo uno dei suoi momenti storici più brillanti. Il codice tributo in questione va inserito all’interno del modello F24, avendo cura di riportarlo nella sezione “Erario” e nella colonna dedicata agli importi a credito compensati.