Tasse sugli immobili più alte in Italia

di giannip 4

In Italia la pressione fiscale sugli immobili è superiore alla media dei paesi Ocse ed europei. A dichiararlo è Confedilizia e secondo il presidente dell’associazione Corrado Sforza Fogliani e Francesco Forte, economista e autore il livello di tassazione è “smodato”.

Nel 2009 la pressione fiscale sugli immobili era all’1,45 per cento contro l’1,26 per cento di quella Eurozona-Ocse. «Partendo da questi dati e aggiungendo l’Imu, arriviamo ai primi posti», ha spiegato il presidente della Confedilizia secondo il quale «rivedere la tassazione della proprietà immobiliare è un atto di giustizia prima ancora che di equità». Prima dell’Imu, insomma, le case degli italiani erano già le più tartassate.

Entro il 17 dicembre va saldata l’ultima rata e il ministero dell’Economia attende di intascare altri 10-11 miliardi di euro. Tuttavia, quasi tutti i sindaci italiani hanno “giocato” con le aliquote portando il livello dell’Imu al massimo possibile, quindi le cifre potrebbero essere ancora più alte.

La tassazione ricade su 18 milioni di famiglie e l’Imu è ormai considerato una patrimoniale sulle famiglie del ceto medio-basso.

L’Italia anche a causa  dell’imposta di registro sugli immobili, che da noi vale lo 0,72 per cento del Pil, contro lo 0,2 della Germania e lo 0,38 per cento della Francia, è al primo posto in Europa come livello di tasse sugli immobili.

Francesco Forte ha aggiunto che l’Imu è un colpo al ceto medio basso, che investe i risparmi sugli immobili, “in ossequio all’ideologia per cui il capitalismo popolare va penalizzato e, comunque, il risparmio delle famiglie dovrebbe essere indirizzato più agli impieghi finanziari controllati dalle banche e dalle assicurazioni”.

A conferma della crisi del mattone, si nota come i canoni di locazione sono calati mediamente del 6 per cento. A Napoli addirittura del 12,5 per cento e a Milano dell’11,9 per cento; leggeri aumenti solo a Campobasso (+1,6 per cento) e Bari (+1,4 per cento). A Roma il calo è stato dell’8,6 per cento, a Genova meno 7,7 per cento.

 

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