Tasse energetiche in Usa: Oklahoma contro Obama

di giannip Commenta

Dana Murphy, Bob Anthony e Jeff Cloud, titolari della Corporation Commission dell’Oklahoma indirizzano una lettera al presidente degli Stati Uniti Barack Obama richiamando il 10° emendamento della Costituzione secondo il quale i poteri non delegati al governo spettano agli Stati e al popolo. La contesa è nata in merito alle tasse federali considerate una violazione della Costituzione e deleterie per l’economia nazionale. La lettera è stata abbastanza chiara: la Camera dei Rappresentanti di Oklahoma City, con 73 voti contro 22 ha approvato una risoluzione con cui si invita il governo federale ed il Congresso di Washington di tornare ad agire entro i limiti della Costituzione, cessando di agire oltre i propri poteri.

Le motivazioni della Camera sono ragionevoli, in una nota si legge infatti:

L’incremento delle tasse energiche proposto nel bilancio avrà effetti disastrosi sugli sforzi del nostro Stato per educare le nuove generazioni, garantire un ambiente pulito e create posti di lavoro poichè le imposte vanno a ridurre gli investimenti nei nuovi progetti nei settore del greggio e del gas naturale che garantiscono entrate per lo Stato ed energia per gli Stati Uniti.

L’impatto negativo della tassazione non é solo ipotizzato. Tra il 1910 e il 1920 infatti l’abbandono di migliaia di pozzi di petrolio e siti estrattivi di gas naturale diede origine a una mpolteplicità di siti che crearono problemi di degrado ambientale le cui conseguenze si sono fatte sentire per diversi decenni. La paura di un nuovo e ancora peggiore disastro economico ha rafforzato così il voto della Camera dei Rappresentanti.

L’Oklaoma è il secondo produttore americano di gas naturale e il quinto di greggio ma uno degli ultimi per quanti riguarda gli investimenti nell’energia rinnovabile. Il petrolio porta nelle case dell’Oklahoma il 23 per cento al Pil annuale mentre i giacimenti di gas naturale costituiscono il 10 per cento delle scorte dell’intera nazione. Tasse alte nel settore delle energie non rinnovabili porterebbero a rinunciare a investimenti che, come abbiamo visto, contribuiscono in maniera significativa all’economia nazionale.