Rimborsi Iva: novità per i non residenti

di giannip Commenta

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha approvato nella giornata di ieri, giovedì 29 aprile 2010, il nuovo modello “Iva 79”, ovverosia quello che devono utilizzare i soggetti passivi non residenti al fine di poter richiedere il rimborso dell’imposta sul valore aggiunto (Iva) assolta nel nostro Paese in merito ad importazioni ed acquisti di servizi e beni mobili riguardanti la loro attività. In particolare, il nuovo modello “Iva 79” riguarda quei soggetti passivi non residenti che, quindi, appartengono a Paesi che non solo dell’Unione europea, e per i quali esistono degli accordi di reciprocità; questi Paesi, nello specifico, sono allo stato attuale la Svizzera, Israele e la Norvegia. Il nuovo modello “Iva 79” approvato ieri con la firma del provvedimento da parte dell’Agenzia delle Entrate va così a sostituire quello in vigore dal lontano 2002, la cui versione, quindi, non dovrà essere utilizzata a valere sulle istanze di rimborso sull’imposta sul valore aggiunto a partire dalla data del prossimo 3 maggio del 2010.

In accordo con quanto sottolineato dall’Amministrazione finanziaria con una nota, il nuovo modello “Iva 79” va ad adeguarsi alle modifiche dell’Iva introdotte con il Dlgs 18/2010 in attuazione alle direttive comunitarie 2008/117, 2008/9 e 2008/8. Tra le novità più importanti c’è quella relativa ai termini per chiedere il rimborso dell’imposta sul valore aggiunto; in particolare, rispetto al precedente termine del 30 giugno dell’anno solare successivo al periodo di riferimento, ora i termini slittano di tre mesi posizionandosi entro e non oltre il 30 settembre sempre dell’anno solare successivo.

Inoltre, ci sono novità anche per quel che riguarda gli importi minimi richiesti per accedere e, quindi, presentare l’istanza di rimborso; nel modello si può altresì inserire, grazie ad un nuovo campo appositamente creato, il codice IBAN e BIC per ottenere il pagamento delle somme per le quali si chiede il rimborso, ma anche il numero di telefono, il fax e l’indirizzo di posta elettronica affinché nel caso si possa essere contattati da parte dell’Amministrazione finanziaria.