Residenza fittizia all’estero per evadere le tasse

di Laura 1

I Paradisi fiscali sono quei Paesi a bassa pressione fiscale e nei quali manca un adeguato livello di scambio di informazioni internazionale. Per ottenere la residenza all’estero occorre il verificarsi di due situazioni: la prima è relativa alla cancellazione del contribuente dall’anagrafe del Comune di residenza, la seconda é l’inserimento nell’Aire, il registro degli italiani residenti all’estero. Queste sono le condizioni per legittimare la propria impresa all’estero, ma non solo: il richiedente deve effettivamente risiedere nel nuovo Stato per un periodo di centoottantatré giorni almeno all’anno.

Tutti i cittadini italiani, ovunque siano nati, che risiedono fuori dal territorio nazionale per più di un anno devono richiedere la cancellazione dall’Anagrafe della popolazione residente (se residenti precedentemente in Italia), la richiesta va fatta al proprio comune (ultimo in cui si risiede) e conseguentemente occorre richiedere il trasferimento nell’ Anagrafe dei residenti all’ estero (A.I.R.E.) del Comune italiano di origine o di ultima residenza prima dell’ espatrio. Non sono pochi gli impreditori però che creano una residenza fittizia all’estero, per godere di agevolazioni fiscali e in realtà poi nel Paese di riferimento non si recano mai, o solo sporadicamente. I cittadini che hanno trasferito la propria residenza all’estero infatti devono essere pronti a fornire la prova del reale trasferimento all’ estero, ma questo non sempre avviene.

I finanzieri del Comando Provinciale di Gorizia hanno scoperto un sistema di frode posto in essere da due soggetti (dichiaratamente residenti all’estero, nella vicina Repubblica di Slovenia). L’evasione ammonta a oltre 3 milioni di euro. Le società avevano una stabile organizzazione e operatività sul territorio italiano, e avevano scelto la confinante Slovenia, per costituire la sede della società, per sfuggire alla nostra legislazione fiscale. Le condotte erano riferibili ad attività commerciale e i redditi ricostruiti dai finanzieri e ricondotti a tassazione nell’ambito del sistema fiscale nazionale, sono complessivamente riferibili agli anni d’imposta dal 2005 al 2

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