Redditometro e le ultime novità

di Massimo Parolisi Commenta

I controlli fiscali dal nuovo redditometro 2013 partiranno a breve ed anche gli accertamenti fiscali derivanti dallo strumento di accertamento sintetico a cui si affianca un strumento di autoanalisi, il Redditest.

Ormai ci siamo: partiranno fra pochi giorni i controlli fiscali del redditometro 2013 a cui si affianca lo strumento di autoanalisi, il Redditest.

E’ bene ricordare che solo i contribuenti con uno uno scostamento tra quanto dichiarato e quanto speso del 20 per cento saranno sottoposti ai controlli da parte dell’Agenzia delle entrate. Ma prima di tutto si puà usare il software Redditest e vedere se esce la spia verde o la spia rossa alla fine della compilazione del modulo. Nel primo caso il soggetto non dovrà preoccuparsi di nulla. Nel secondo caso, avrà la possibilità di giustificare le proprie spese direttamente con l’Agenzia.

L’obiettivo è quello di intercettare le posizioni che presentano un sensibile scostamento fra il reddito dichiarato e le spese effettuate, ma prima di esser soggetto ai controlli fiscali, il contribuente potrà dialogare con gli uffici delle Entrate per due volte.

La prima quando sarà invitato a fornire chiarimenti e se l’Agenzia non accoglierà le giustificazioni del contribuente, potrà formulare un invito con adesione di cui si discuterà nel contraddittorio. Se non si raggiungerà un accordo in questa seconda fase l’Agenzia allora procederà con l’atto di accertamento.

Il Fisco ha dichiarato che la “situazione di analisi” si trova in una fase “abbastanza avanzata”, ma non si può prevedere quando il lavoro sarà terminato e non ci sarebbero “contestazioni analoghe” al ricorso del contribuente sulla violazione del diritto alla privacy che aveva provocato l’ordinanza del giudice di Pozzuoli che lo aveva giudicato il redditometro illegittimo. Si faceva infatti riferimento ai diritti sanciti dalla Costituzione e il giudice sentanziò che “il redditometro non può sacrificare la sfera privata del singolo cittadino e che il cittadino viene privato “del diritto ad avere una vita privata”.