Poste, inchiesta sui servizi finanziari

di Sofia Martini Commenta

L’ Antitrust ha aperto un dossier sui servizi finanziari delle Poste. Su richiesta delle associazioni dei consumatori il garante della libera concorrenza del mercato, infatti, dallo scorso 19 febbraio ha dato il via ad una indagine conoscitiva sulla commissione da 10 centesimi introdotta a partire dallo scorso 3 gennaio dal Consorzio Bancomat per il pagamento di ogni bolletta o fattura commerciale fatta con la carta PagoBancomat.
L’ipotesi è di un’intesa restrittiva della concorrenza, dal momento che la commissione ha una soglia di costo minima che potrebbe impedire politiche commerciali concorrenziali nell’offerta del servizio. Quindi se venisse attestata la concorrenza sleale a svantaggio non solo delle imprese, ma per tutti i consumatori, Poste italiane Spa dovrà pagare una multa salata e sopprimere il pagamento non dovuto.

Affitto e tasse, ora sono necessari pagamenti tracciabili

Gli ispettori avranno a disposizione un anno di tempo per appurare se esista realmente «un’intesa restrittiva della concorrenza tale da limitare la competizione tra le banche a svantaggio degli esercenti e dei consumatori finali».

Congelate le richieste di Equitalia per chi vanta crediti dalla PA

Sono circa 600 i soggetti coinvolti: dalle banche alle società capogruppo di gruppi creditizi, fino ai più importanti operatori non bancari nazionali che offrono servizi di pagamento, tra cui le Poste. Dal Consorzio Bancomat è stata data la «totale disponibilità» a dare «piena collaborazione» all’Antitrust, con l’augurio che il procedimento si concluda in tempi rapidi. Le associazioni dei consumatori, contente dal canto loro, dicono che si tratta di un’iniziativa doverosa per «contrastare l’avidità delle banche».