Pneumatici: in arrivo l’ecotassa sullo smaltimento

di Redazione Commenta

Anche i pneumatici delle vetture andranno a caratterizzare una fattispecie di estremo interesse dal punto di vista fiscale. In effetti, non è un caso se a breve gli automobilisti si troveranno ad avere a che fare con l’ecotassa sullo smaltimento delle gomme fuori uso, una imposta espressamente prevista da un testo normativo di recente approvazione. Si tratta del Decreto 82 del 2011, promosso dal Ministero dell’Ambiente e volto a gestire al meglio queste situazioni, oltre che a recepire le disposizioni in ambito ambientale. Il tributo in questione diverrà una realtà concreta a partire dal prossimo 7 settembre, quindi ci sono ancora tre mesi di tempo per adeguarsi: come è stato previsto, al momento dell’acquisto di un pneumatico nuovo, la fattura che verrà consegnata a ogni contribuente sarà comprensiva anche di un nuovo addebito, il cui quantitativo esatto non è stato ancora svelato.


Sarà dunque ben chiaro nel documento fiscale qual è il contributo ambientale, un provvedimento che era già stato ipotizzato cinque anni fa, ma che ancora mancava di un vero e proprio regolamento. Come recita chiaramente il primo articolo del decreto, vale a dire quello relativo ai principi generali e alle esclusioni, il recupero ambientale a cui si è fatto riferimento non riguarda i pneumatici delle biciclette, le camere d’aria, i protettori (i cosiddetti “flap”) e le guarnizioni che sono state realizzate in gomma.

Lo stesso discorso vale anche per i pneumatici degli aeroplani e degli aeromobili in genere. Il resto delle gomme in commercio rientra nel campo di applicazione della tassa. L’intento è piuttosto chiaro, in effetti la gestione dei rifiuti seguirà il consueto e rigoroso ordine gerarchico, ovvero si comincerà con la prevenzione, passando poi per la preparazione al riutilizzo, il riciclaggio, il recupero di energia e infine lo smaltimento. Il business illegale di questo smaltimento è dilagato soprattutto grazie alle ecomafie, per un giro d’affari che nell’ultimo quinquennio ha superato addirittura i due miliardi di euro.