La Fipe-Confcommercio chiede una proroga per la Tares

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L’allarme lanciato dalla Fipe-Confcommercio (si tratta della Federazione Italiana Pubblici Esercizi) in merito alla Tares va tenuto in debita considerazione: la nuova tassa sui rifiuti e i servizi non convince affatto l’associazione, in particolare la polemica riguarda l’aumento vertiginoso dell’imposizione fiscale, qualcosa che è considerato inaccettabile per un settore che nel 2010 e nel 2011 ha fatto registrare un saldo negativo di quattordicimila imprese (sono state più numerose le chiusure che le aperture).

Nello specifico, è stato posto l’accento sul fatto che la tassa in questione aumenterà in media di circa cinquecento punti percentuali per quel che riguarda i ristoranti, mentre le discoteche dovranno far fronte a un rincaro di addirittura il 700%. La Tares è in arrivo il 1° gennaio 2013, ma sta già partendo con il piede sbagliato. Tale misura è prevista dal cosiddetto Decreto Salva Italia, un prelievo in grado di rimpiazzare ben tre tributi, vale a dire la Tarsu (Tassa per lo Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani), la Tariffa di Igiene Ambientale (Tia1) e la Tariffa Integrata (Tia2). Le categorie maggiormente colpite in tal senso sono senza dubbio le discoteche, i night club, i ristoranti, le trattorie, le pizzerie, le osterie e i pub, ma non va molto meglio nemmeno per i bar e le pasticcerie, senza dimenticare mense e birrerie.

C’è però da precisare che le cifre appena descritte sono per il momento ipotetiche, visto che non esiste ancora un regolamento attuativo; inoltre, ogni singolo comune e regione deciderà come applicare la Tares. La Confcommercio ha già richiesto un immediato intervento normativo, al fine di prorogare di almeno 365 giorni l’entrata in vigore della tassa, cercando allo stesso tempo di aprire un apposito tavolo tecnico, così da coinvolgere le associazioni di categoria. Tra le varie componenti del tributo figurano la quota ambientale per smaltire i rifiuti e una quota per la sicurezza, l’illuminazione e la gestione delle strade.