Tares in arrivo il 1° gennaio 2013

di Massimo Parolisi 3

In base al d.l. 201/2011 il sistema fiscale municipale che insiste sui rifiuti viene riordinato con la soppressione dal 1° gennaio 2013 dei prelievi relativi alla gestione dei rifiuti urbani, sia di natura patrimoniale sia di natura tributaria.

La Tares entra quindi  in vigore dal 1 gennaio 2013. La conferma della nuova tassa sui rifiuti e servizi comunali è arrivata alla Camera, dove si è fatto notare che la Tares rientra «nell’ambito di una manovra di finanza pubblica più vasta e complessa». Era impossibile dunque «dar esito alla richiesta di differimento dell’istituzione del nuovo tributo».

La nuova tassa comunale sui rifiuti e sui servizi (istituita dall’articolo 14 del D.L. 201/2011) che i Comuni dovranno applicare in sostituzione dell’attuale Tarsu, Tia1 e Tia2, apporterà una doppia riscossione.

La Tares, a detta del Governo, deve essere necessariamente realizzata perché farà parte di un fondo sperimentale di riequilibrio e del fondo perequativo nella misura del gettito della maggiorazione standard del nuovo tributo sui rifiuti. Esistono quindi validi motivi di finanza pubblica e ai comuni non rimane che darsi da fare per preparare i vari piani finanziari.

I comuni dovranno gestire un nuovo tributo sui rifiuti e servizi che andrà a i vari Tarsu, Tia1 e Tia2, a seconda della scelta effettuata all’epoca. Per gli immobili a destinazione ordinaria iscritte (sarà il Comune a fare gli accertamenti) o iscrivibili nel catasto edilizio urbano la superficie soggetta al tributo sarà pari all’80 per cento di quella catastale, per gli altri immobili vale la superficie calpestabile.

Il regolamento attuativo (con il quale devono essere stabiliti i criteri per l’individuazione del costo del servizio di gestione dei rifiuti) però non è stato pubblicato entro il 31 ottobre, perchè l’impianto normativo è costruito in modo da «assicurare comunque l’istituzione e l’operatività del nuovo tributo».

Fino alla data di applicazione del nuovo regolamento i comuni dovranno stabilire la tariffa facendo riferimento alle disposizioni contenute nel dpr 158/1999.

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