Umbria, Marche e Veneto: nuove direzioni provinciali delle Entrate

 Sono dunque tre le regioni italiane coinvolte nella ristrutturazione di oggi dell’Agenzia delle Entrate: è infatti prevista per questa mattina l’attivazione di quattro nuove strutture, per la precisione le Direzioni provinciali di Ascoli Piceno e Fermo nelle Marche, Padova per quel che riguarda il Veneto e Terni in relazione all’Umbria. Si tratta della prima apertura in territorio umbro, mentre nelle altre due regioni le attivazioni salgono a tre. Come funzioneranno queste nuove direzioni? La struttura di Ascoli Piceno verrà sostanzialmente articolata in un Ufficio adibito ai controlli fiscali e in due Uffici Territoriali, uno che avrà sede proprio nello stesso capoluogo e un altro a San Benedetto del Tronto, nella sede in cui attualmente si trova l’ufficio locale. L’altra direzione marchigiana, quella di Fermo, potrà beneficiare di una organizzazione diversa, invece, visto che l’Ufficio per i controlli e l’Ufficio Territoriale saranno concentrati in un’unica struttura che svolgerà entrambi i compiti.

 

Tredicesima: serve anche per pagare le tasse

 Quale uso faranno quest’anno gli italiani della tredicesima? Ebbene, anche se con percentuali diverse, numerose indagini hanno rivelato che gli italiani non sfrutteranno la gratifica natalizia solo per gli acquisti di Natale, o per mettere qualche euro da parte, ma anche e soprattutto per mettere una pezza ai debiti pregressi e per saldare spese obbligate come il bollo auto, il canone Rai, l’assicurazione della macchina e spesso anche le rate di prestiti finalizzati o quelli delle carte di credito revolving, uno strumento di debito che oramai per numerose famiglie, in particolar modo quelle in grossa difficoltà, serve anche per andare a fare la spesa tutti i giorni al supermercato.

San Marino e Argentina stipulano un accordo su scambio informazioni

 La piccola Repubblica di San Marino compie un altro importante passo verso la propria trasparenza fiscale: è stato infatti firmato un accordo tra lo Stato, considerato uno dei principali paradisi fiscali, e l’Argentina. L’intesa è stata portata a termine dal Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Antonella Mularoni, e Ricardo Echegaray, responsabile dell’Amministrazione federale argentina delle entrate pubbliche, tramite una nota in cui viene comunicata l’esclusione di San Marino dalla lista dei paesi che presentano una tassazione bassa o nulla. L’accordo, a questo punto, potrebbe essere una sorta di anticamera alla futura firma del protocollo contro le doppie imposizioni. Si tratta dell’ennesima prova di volontà della Repubblica del Titano nell’ambito della collaborazione tributaria, secondo quanto disposto dai dettami dell’Ocse: l’accordo con la nazione sudamericana si aggiunge a quelli già stipulati con Austria, Belgio, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta e Ungheria, oltre a quelli modificati con Andorra, Francia e Samoa, tra le altre, in relazione allo scambio di informazioni fiscali.

 

Scudo fiscale: raccolti 100 miliardi

 Rientrano nel Belpase ben 100 miliardi con lo scudo fiscale, permettendo allo Stato un gettito di 5 miliardi tramite l’applicazione dell’aliquota del 5% sulle somme rimpatriate. La scadenza per aderire rimane il 15 dicembre, ma fino al 31 dicembre del 2010 potranno essere concluse le operazioni che per motivi non legati alla volontà del contribuente non sono state concluse nei termini di legge.

Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate precisa che dopo la scadenze previste dallo scudo, coloro che verranno scoperti a lasciare patrimoni in paradisi fiscali rischieranno sanzioni molto severe, fino ad un massimo del 480 per cento della maggior imposta dovuta e non pagata. Infatti con lo scudo fiscale sono entrate in vigore norme antievasione più severe.

Evasione fiscale: “stanati” 276 mila furbi in otto anni

 Grazie all’ottimo lavoro svolto dalle Fiamme Gialle nel periodo dal 2001 al 2008, la lotta all’evasione fiscale ha portato in Italia ad una media di 50 milioni di euro al giorno di imponibile evaso che è venuto “a galla”. A far presente questo dato è stato Giuseppe Bortolussi della CGIA di Mestre in scia al fatto che in otto anni di lotta e contrasto all’evasione, dal 2001 al 2008, sono stati recuperati la bellezza di 147 miliardi di euro di imponibile a fronte di 276 mila furbi, ovverosia evasori totali o parziali a vario titolo sia nel lavoro autonomo, sia in quello dipendente con le assunzioni in nero. L’Ufficio Studi della CGIA di Mestre ha analizzato l’andamento dell’imponibile evaso dal 2001 al 2008, rilevando come il biennio 2007-2008 sia stato il migliore, e come dai 15,28 miliardi di euro di imponibile evaso ed emerso nel 2001 si sia arrivati, con una crescita dell’80%, ai 27,49 miliardi di euro del 2008.

La Siae pensa a una nuova tassa su pc e cellulari

 La Siae (Società Italiana degli Autori ed Editori) sta esaminando e approfondendo un’iniziativa fiscale collegata al proprio campo operativo: in effetti, la compagnia avrebbe in mente di estendere l’applicazione della tassa che è già in vigore sull’acquisto di masterizzatori, videoregistratori, ma anche personal computer e telefoni cellulari. L’annuncio è arrivato da Stefano Parisi, amministratore delegato di Fastweb, nonché presidente di Asstel, l’associazione che rappresenta le imprese operanti nell’ambito delle telecomunicazioni: l’occasione per l’intervento dello stesso Parisi sono state le Giornate di studio marconiane, evento organizzato dalla fondazione Ugo Bordoni. Questo discorso è entrato anche nel merito dell’incontro avuto da Parisi presso il ministero dei Beni e delle attività culturali; in particolare, è stato precisato che, proprio a seguito di questo incontro, è stato deciso di ampliare il raggio d’azione del tributo a cui ci riferivamo in precedenza, una imposta che va solitamente a gravare sull’acquisto di apparati di telecomunicazione da utilizzare per duplicare i contenuti (appunto masterizzatori e videoregistratori), insieme a computer e cellulari.

 

Ue: basta la firma del procuratore per il rimborso Iva

 Il procedimento C-433/08 della Corte di Giustizia europea ha portato un po’ di ordine in relazione al rimborso dell’Iva: in particolare, era sorta una controversia che vedeva coinvolte una società olandese di diritto e l’ufficio federale centrale tedesco delle imposte per la mancata accettazione di una domanda di rimborso della stessa compagnia. La sentenza è entrata nell’ambito dell’armonizzazione delle legislazioni degli stati membri. Il contesto normativo di riferimento spiega che per poter beneficiare del rimborso Iva ogni soggetto passivo deve inoltrare presso l’ufficio competente una domanda conforme, a cui allegare poi le fatture e i documenti di importazione. In Germania è previsto che la domanda di rimborso venga presentata entro sei mesi dalla fine dell’anno solare in cui è sorto il diritto al rimborso stesso: la lite fiscale tra la società e il fisco tedesco è stata quindi portata a termine dai giudici europei per verificare se la nozione di “firma” che compare nell’allegato deve essere interpretata in maniera uniforme o se invece vuol dire che essa va firmata obbligatoriamente.

 

Controlli fiscali: Agenzia Entrate convoca le categorie sugli omessi versamenti

 I controlli fiscali, in merito a quelle posizioni anomale sugli omessi versamenti delle tasse da pagare quest’anno, sono in rampa di lancio; l’Agenzia delle Entrate, al riguardo, ha infatti reso noto che l’elaborazione dei dati, finalizzata ad individuare tutte quelle posizioni potenzialmente “a rischio”, è in via di ultimazione. L’obiettivo dell’Amministrazione finanziaria, in particolare, è quello di tamponare una situazione che è grave ed anche preoccupante, vista l’attuale congiuntura, anche per le finanze pubbliche, ma nello stesso tempo si vuole tener conto di quelle realtà imprenditoriali in difficoltà, ed in particolar modo le piccole e medie imprese. Di conseguenza, l’Agenzia delle Entrate ha provveduto ad inviare delle lettere di convocazione sia agli Ordini professionali, sia alle Associazioni di categoria, al fine di determinare dei percorsi condivisi nell’ambito di un incontro di lavoro.

“Fisco e scuola” registra un vero boom in Sardegna

 Fisco e scuola”, l’iniziativa didattica ideata dall’Agenzia delle Entrate e da destinare a molti istituti scolastici italiani, ha conseguito ottimi risultati nelle sue tappe in Sardegna: sono state infatti coinvolte quasi 50 scuole e 2.500 alunni, a conferma che il progetto-concorso, giunto ormai al suo sesto anno consecutivo di applicazione, sta riscuotendo importanti successi. I dati più significativi provengono senza dubbio dai licei, soprattutto scientifici e magistrali, i quali sono stati la tipologia di istituto più presente; questa speciale classifica è poi completata dagli istituti tecnici, i quali hanno spesso a che fare col connubio formazione-amministrazione finanziaria e da moltissime scuole elementari e medie. Parole di encomio sono state rilasciate dal direttore regionale delle Entrate, Libero Angellilis:

La risposta fornita dal mondo della scuola sta a testimoniare che si tratta di un messaggio davvero universale, volto a sensibilizzare gli studenti su temi come la legalità e la solidarietà civile, educando al dovere della compartecipazione economica.

 

Agenzia delle Entrate premia i funzionari più meritevoli

 Per la prima volta, anche ai funzionari dell’Agenzia delle Entrate viene riconosciuto ufficialmente il merito per aver svolto la propria attività con dedizione, passione ma anche ottenendo dei risultati eccellenti nelle aree in cui hanno operato. I premi assegnati a sei funzionari, due per ognuno dei tre settori vitali dell’Amministrazione finanziaria, sono stati attribuiti grazie al contributo della dirigenza di vertice dell’Agenzia, e va a conti fatti a riconoscere il merito di chi, pur lavorando “dietro le quinte”, ha grandi capacità professionali. Contrasto all’evasione e contenzioso, assistenza ai contribuenti e coordinamento e supporto; queste sono state le categorie per le quali, in ognuna, sono stati premiati il primo ed il secondo classificato.

Agenzia Entrate Marche: ad Ancona nuova direzione provinciale

 A partire da lunedì scorso, 7 dicembre 2009, è attiva nella Regione Marche, nell’ambito del processo di riorganizzazione sul territorio italiano dell’Agenzia delle Entrate, la Direzione Provinciale di Ancona. Anche sul territorio marchigiano, infatti, l’attivazione della Direzione Provinciale rientra nell’ambito delle azioni finalizzate da un lato a contrastare al meglio il fenomeno dell’evasione fiscale, con azioni e controlli più mirati ed efficienti, e dall’altro a fornire servizi ancor più rapidi, efficienti e di qualità ai contribuenti. Questo, sul territorio della Regione Marche, è comunque solo il primo passo visto che a breve partiranno anche la Direzione Provinciale di Fermo e di Ascoli Piceno, mentre per il prossimo anno sono schedulate le aperture delle Direzioni Provinciali di Pesaro e di Macerata.

Ue: la Commissione punta sul fisco ecologico

 What a taxation for a low carbon economy”: è questo il titolo del convegno che torna a far parlare di tassazione europea sulle emissioni di anidride carbonica: si tratta di un tema di stretta attualità e che si inquadra benissimo in questo periodo, in cui si tiene la conferenza dell’Onu sul cambiamento climatico a Copenaghen. L’intento principale è quello di dar vita a una vera e propria fiscalità europea sostenibile; tale obiettivo potrebbe essere raggiunto congiuntamente all’aumento dell’efficienza energetica, all’incremento dell’uso di energia rinnovabile e alla riduzione dell’emissione di gas inquinanti. La proposta più interessante è giunta da László Kovács, commissario europeo per la Fiscalità e l’Unione Doganale, il quale ha suggerito una modifica della direttiva riguardante la tassazione energetica, in modo da poter elaborare una carbon tax europea davvero efficiente.

 

Fisco e pensioni: quelle d’oro alzano la media

 Da parecchio tempo, e comunque da quando è scoppiata la crisi in Italia e nel mondo, i Sindacati chiedono nel nostro Paese più attenzione non solo per i lavoratori a reddito fisso, ma anche per i pensionati. La perdita del potere d’acquisto ha pesato e sta continuando a pesare come un macigno sui bilanci delle famiglie che vivono di reddito fisso, in molti casi l’unico che entra in famiglia; così come i pensionati oramai sentono molto spesso non la crisi della terza o della quarta settimana, ma quella della seconda. I pensionati nel nostro Paese, tra l’altro, in materia di pensione incassata non sono di certo dei privilegiati, ragion per cui un alleggerimento della tassazione darebbe respiro a centinaia di migliaia di persone anziane, spesso sole ed abbandonate a se stesse.