Codice fiscale: il caso dei cittadini residenti all’estero

 L’attribuzione del codice fiscale è un’operazione di rilievo, soprattutto se si pensa agli aspetti previdenziali che sono legati ad essa: è per questo motivo che l’Agenzia delle Entrate ha reso pubblica una apposita risoluzione due giorni fa (si tratta, nello specifico, della 91/E), con la quale ha precisato che l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha la facoltà di richiedere alla stessa amministrazione finanziaria tale attribuzione nei confronti di quei cittadini che hanno la loro residenza all’estero e che, inoltre, vantano una pensione erogata in Italia. Il documento in questione si è reso necessario dopo che alcuni dubbi erano sorti nella mente dei dirigenti dell’Inps. In particolare, l’intenzione era quella di rendere più rapida la liquidazione delle domande pensionistiche e di mettere un po’ d’ordine nelle pratiche relative a questi residenti all’estero e sprovvisti di codice fiscale.

Tasse per parcheggio e ingresso al cimitero di Foggia?

 Sembra che anche il luogo che dovrebbe essere più tranquillo al mondo sarò scosso da un “terremoto” che farà probabilmente rivoltare, se non i nostri defunti, le persone che su questa Terra ci vivono ancora, e si spera per molto altro tempo, tasse permettendo. Circola infatti voce che nel comune di Foggia e precisamente, nel luogo dove i cittadini si recano a trovare i propri cari passati all’aldilà, sarà applicato un balzello che graverà sulle tasche dei visitatori. Pare che a breve sarà imposto il pagamento di due tasse istituite dal Comune ed il privato concessionario per il parcheggio e l’ingresso al cimitero di Foggia.

Buffett Rule: che cosa dicono i dati dell’Irs

 Barack Obama è stato molto diretto, la sua Buffett Rule, la tassa che andrà a colpire i contribuenti milionari, rappresenta la cura più adeguata per le violazioni fiscali che si verificano ogni anno negli Stati Uniti: ciò nonostante, le statistiche nazionali dell’Internal Revenue Service hanno messo in luce come questi “ricconi” paghino tasse molto più alte rispetto alle famiglie medie. Inoltre, i redditi in questione si caratterizzano come la porzione più significativa del budget federale. Chi ha ragione allora? Le stime in questione sono state compilate dal Tax Policy Center e vengono definite come “non partigiane”: nel dettaglio, coloro che riescono a guadagnare oltre un milione di dollari versano poi il 29,1% del loro introito in imposte federali, mentre le classiche famiglie statunitensi si fermano al 15%.

Camogli: una tassa persino sugli spot pubblicitari

 Neanche gli spot delle pubblicità possono dirsi realmente al sicuro dalla morsa del fisco: almeno questo è quanto sta accadendo nel comune di Camogli, in provincia di Genova, in cui l’amministrazione locale ha intenzione di stabilire nel dettaglio le tariffe che dovranno essere applicate in questo caso specifico. Nel dettaglio, i soggetti che devono prestare la maggiore attenzione sono coloro che si rendano protagonisti dell’operazione e che sfruttino la città stessa come sfondo per le varie fotografie. In pratica, l’obiettivo è quello di tutelare nel migliore dei modi l’immagine di Camogli, nel caso in cui le sue immagini vengano usate per lanciare prodotti commerciali in televisione oppure in dei servizi audiovisivi. Ma che cosa ha di così speciale questa località per arrivare fino a un provvedimento tributario?

Ridotte soglie di rilevanza penale dei reati fiscali

 Basterà un’imposta evasa di 30 mila euro per far scattare i reati di dichiarazione fraudolenta o di omessa dichiarazione e di 50 mila per quello di dichiarazione infedele. Questo é quanto previsto dalla manovra di ferragosto, che stata la protagonista indiscussa di questa fine estate. Sono le nuove soglie di rilevanza penale dei reati fiscali con cui parte la stagione di lotta all’evasione fiscale. Carcere per l’evasione sopra i 3 milioni di euro. Il provvedimento di fatto dimezza le soglie.

Marocco, una tassa sui patrimoni per rilanciare l’economia

 Anche il Marocco ha deciso di fare sul serio per quel che concerne il versante fiscale: non è infatti un caso se le autorità di Rabat hanno deciso di lanciare una nuova imposta, più precisamente una tassa che vada a colpire in maniera precisa i grandi patrimoni. Il gettito ottenuto in questo modo verrebbe poi utilizzato per finanziare un nuovo Fondo di Sicurezza Sociale, un progetto su cui il governo della nazione africana punta molto. Come è stato sottolineato dallo stesso esecutivo marocchino, la tensione interna del paese deve essere frenata in qualche modo, quindi si darà un bel colpo alla disoccupazione assumendo diverse migliaia di persone all’interno della locale pubblica amministrazione. Inoltre, i fondi relativi al sostegno dei prezzi agricoli aumenteranno di oltre il doppio nel corso dei prossimi giorni.

Obama tentato dalla tassa sui milionari

 La tentazione è forte, il presidente americano Barack Obama sta pensando seriamente di introdurre una nuova tassa che vada a colpire quei soggetti che guadagnano più di un milione di dollari all’anno: in pratica, questi contribuenti andrebbero a versare almeno la stessa imposta che è dovuta dalla classe media, una soluzione che si prevede in grado di ridurre il crescente deficit di bilancio. Il piano in questione è già stato ribattezzato dalla Casa Bianca “Buffett rule”, con una evidente allusione al miliardario Warren Buffett, il quale aveva di recente espresso il suo sostegno a un’iniziativa simile, visto che l’attuale sistema fiscale gli impone un’aliquota addirittura inferiore a quella del suo segretario.

Iva, scatta da oggi l’aumento di aliquota al 21%

 La giornata odierna è a dir poco campale dal punto di vista tributario: la tanto discussa e tormentata manovra finanziaria comincia già a produrre i suoi primi effetti e il primo in assoluto sarà quello relativo all’aumento dell’Imposta sul Valore Aggiunto. Da oggi, infatti, l’aliquota fiscale in questione non sarà più pari al 20% bensì al 21%, un provvedimento che avrà dunque un’applicazione immediata. Le altre due aliquote di riferimento, vale a dire quella del 4% e quella del 10%, restano, anche se solo per il momento, intatte. Non c’è pericolo che si crei qualche situazione ambigua e confusa? Il principio che è valido in tal senso prevede che, nell’ipotesi di consegne commerciali che recano la data del 17 settembre, allora l’aliquota rimane quella del 20%. Il punto percentuale aggiuntivo, invece, sarà valido per quelle fatture che saranno emesse a partire da oggi: c’è stato tempo per adeguarsi e ora bisognerà soprattutto abituarsi ai tariffari nuovi di zecca dei beni e delle principali prestazioni, nonostante molte associazioni dei consumatori si siano scagliate contro il provvedimento.

Nuova tassa sui beni concessi in utilizzo ai soci

 Il 2012 sarà l’anno dell’introduzione ufficiale di una nuova tassa societaria: la previsione a cui stiamo facendo riferimento è inserita nel Decreto 138 del 2011 (la cosiddetta “Manovra-bis” di questa estate), il quale parla espressamente di una forma impositiva di reddito diverso. Nello specifico, quest’ultimo viene a essere rappresentato dalla differenza tra il valore di mercato e quanto concesso in godimento ogni singolo anno per quel che riguarda i beni d’impresa a soci o familiari dell’imprenditore. In realtà, dettaglio sicuramente importante, non si spiega qual è lo specifico presupposto impositivo di questa novità fiscale, bensì si rinvia a quanto disposto dall’Agenzia delle Entrate in merito ai beni che sono oggetto di tale normativa.

La tassa più odiata rimane il canone RAI

 È inutile, possiamo girare e rigirare le carte come vogliamo, ma la tassa peggio digerita dallo stomaco (o forse più dalle tasche) degli italiani rimane il canone RAI. Sarà perchè il servizio offerto non é più gradito da accettare di dover pagare, sarà perchè arriva alla fine dell’anno proprio quando abbiamo già prosciugato la tredicesima… Un sondaggio realizzato dall’Ifel, il centro studi dell’Anci, l’associazione dei comuni, in collaborazione con l’istituto di rilevazioni Swg ha rilevato gli italiani non solo non considerano tutte le tasse allo stesso modo ma non le considerano tutte ugualmente ingiuste e soprattutto, per il 29,8% degli 8mila intervistati, nessun ente pubblico spende in maniera corretta il gettito derivante dai tributi.

Prato, si pensa a una tassa sulle aziende di extracomunitari

 Non è raro pensare che i principali casi di evasione fiscale del nostro paese si verifichino nelle aziende gestite da titolari extracomunitari, soprattutto quelli di nazionalità cinese: è per questo motivo che l’assessorato alla sicurezza del Comune di Prato, tradizionale approdo di molte persone provenienti dall’ex Impero Celeste, ha lanciato una proposta tributaria volta a contrastare questa piaga. Di cosa si tratta esattamente? Aldo Milone, l’assessore in questione, intende dar vita a una sorta di deposito cauzionale che dovrà essere pagato appunto da questi imprenditori che hanno intenzione di aprire una partita Iva nel nostro paese. Entrando maggiormente nel dettaglio, c’è da dire che l’azione viene ritenuta urgente e che anzi potrebbe assumere i contorni di una proposta di legge di carattere più ampio, vale a dire nazionale.

Precari under 35: le istruzioni dell’Inps per il bonus

 Cinquemila euro possono essere sufficienti per il sostentamento dei giovani precari con prole a seguito? L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ne è convinta, tanto da aver dettato istruzioni ben precise per beneficiare di questo bonus destinato appunto ai contribuenti menzionati: l’erogazione delle somme di denaro sarà un compito specifico del Ministero della Gioventù e l’obiettivo che si intende perseguire è quello di agevolare l’occupazione giovanile, in particolare quella di chi ha un’età inferiore ai trentacinque anni, mediante appositi contratti a tempo indeterminato, senza disdegnare il tempo parziale. In pratica, verrà istituita un’apposita banca dati in grado di contenere tutti questi nominativi, con lavoratori che attualmente vantano un’occupazione precaria (ad esempio quella occasionale, a progetto o a inserimento), ma l’elenco andrà a ricomprendere persino coloro che si trovano in una condizione di disoccupazione proprio a causa di questi contratti.

Grecia tassa le case per evitare il tracollo

 In periodi di austerità si tenta di tutto. La Grecia  versa in condizioni gravi, il debito pubblico ha raggiunto livelli inaccettabili. Non sono pochi gli economisti che se lo aspettavano, la Grecia non era ancora pronta per entrare nell’Unione Europea, ricorda qualcuno. Nel fine settimana il governo greco ha annunciato di essere pronto a varare una nuova stretta finanziaria per portare nelle casse dello stato altri 2,5 miliardi di euro. Una mossa che, alla luce dell’andamento dei mercati finanziari, sembra necessaria per evitare il tracollo finale dei conti di Atene. Nuovi titoli del debito pubblico? No, stavolta saranno i cittadini a dover pagare: la mossa si basera’ essenzialmente sull’introduzione di nuove tasse sugli immobili, che verranno introdotte per due anni. Il ministro delle Finanze greco, Evangelos Venizelos spiega che la Grecia per rispettare i suoi impegni dovra’ coprire un buco di bilancio di circa due miliardi di euro.

Kuwait, l’Fmi vuole riformare il sistema fiscale

 Gli interventi da realizzare per il miglioramento politico ed economico del Kuwait sono davvero molti, ma intanto si potrebbe cominciare dal fisco: è questa l’opinione del Fondo Monetario Internazionale, il quale ritiene opportuna e necessaria una riforma dal punto di vista tributario. Queste misure vengono praticamente suggerite dalle stime sul futuro finanziario del paese arabo, destinato a veder crescere il prodotto interno lordo nel corso di quest’anno, ma anche nel prossimo triennio: appare scontato sottolineare che il petrolio sarà il motore di questi rialzi, ben sostenuto dalla domanda internazionale. Inoltre, bisogna aggiungere che nell’anno fiscale compreso tra il 2010 e il 2011 lo stesso organismo di Washington ha calcolato una spesa totale in aumento di ben ventuno punti percentuali. Ma su quali basi deve poggiare questa riforma?