Mediazione e reclamo evitano circa 7 mila liti

di Redazione 1

L’Anno in corso ha permesso alla giurisdizione tributaria di evitare circa 7 mila cause grazie all’ingresso di nuovi istituti ed al varo di alcuni provvedimenti legislativi. Merito sicuramente di istituti deflattivi del contenzioso come mediazione tributaria o reclamo ma anche dell’introduzione del contributo unificato il cui pagamento scoraggia molti contribuenti dal fare ricorso.

 
La mediazione tributaria ricordiamo, riguarda esclusivamente gli atti emessi dall’agenzia delle entrate il cui valore non supera i 20 mila euro (parliamo quindi di avvisi di accertamento, avvisi di liquidazione, provvedimenti di irrogazione sanzioni e rifiuti di rimborso). Sino ad ora le istanze al riguardo sono state circa 27 mila. Di queste 14 mila sono state esaminate e nella metà dei casi si è giunti ad una stretta di mano tra contribuente e amministrazione finanziaria, mentre in un quarto dei casi l’agenzia delle Entrate ha avanzato la sua proposta ed è in attesa di ricevere la dovuta risposta.
L’avvio del reclamo è un istituto obbligatorio da parte del contribuente, prima di intraprendere un eventuale ricorso. Questo aspetto presenta due vantaggi: uno è sicuramente quello di avere un’ulteriore opportunità per evitare il contenzioso, situazione che porterebbe al pagamento del contributo unificato e alla possibilità anche di dover rifondere in toto l’amministrazione finanziaria. L’altro vantaggio è quello che la decisione non spetta ad un organo terzo, ma sempre ad una amministrazione che conosce i fatti sebbene cambi il reparto di competenza (il reclamo sarà infatti discusso con l’ufficio contenzioso in sostituzione dell’ufficio controlli).
Inoltre il contribuente ha anche la possibilità di “convincere” l’agenzia visto che prima dell’eventuale ricorso si ha la possibilità di citare sentenze che facciano capire all’agenzia delle entrate quale sia l’orientamento della giurisprudenza sul punto in discussione. Ancora si ha l possibilità di convincere l’amministrazione finanziaria qualora l’atto faccia parte di un gruppo di atti riguardanti diverse annualità. Infatti in questo caso l’accordo per un anno potrebbe fare da esempio per le altre annualità in discussione.

 

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