Liberalizzazione su mutui e prestiti

di Francesco 1

 Una delle prime critiche mosse al Governo Monti è stata quella sul rischio che il Governo Tecnico diventasse in realtà il Governo delle Banche. Tutte le parole spese su questo argomento non sono servite a far cambiare idea all’opinione pubblica sull’argomento, ma forse il decreto liberalizzazioni potrà finalmente riuscire nell’impresa mettendo nero su bianco le nuove direttive dedicate agli istituti di credito.

La prima grande novità riguarda le assicurazioni sui mutui; il settore bancario e quello assicurativo sono legati a doppio filo sull’emissione di mutui perchè ogni volta che un prestito viene erogato viene stipulata anche una polizza di assicurazione connessa. Fino ad oggi l’istituto proponeva come unica alternativa una polizza riconducibile al gruppo bancario stesso, mentre con il decreto liberalizzazioni si è costretti a mostrare almeno 2 preventivi che non riconducano in alcun modo all’istituto che eroga il prestito. Questo vuol dire rilanciare nettamente la concorrenza tra le assicurazioni a beneficio dei clienti che finalmente non avranno più vincoli in questo senso.

Viene poi cancellata l’ipoteca sui mutui estinti prima del 2006 in modo automatico (senza necessità di rivolgersi ad un notaio), mentre i tempi per la portabilità passano da 30 a 10 giorni. Un’altra novità importante riguarda la decorrenza dell’obbligo di aprire un conto corrente insieme all’accensione del mutuo presso lo stesso istituto di credito.

Per dare un’aiuto concreto a chi si trova l’obbligo di aprire un conto corrente (i pensionati) è stata introdotta una norma che prevede che la gestione e l’apertura del rapporto bancario superiore ai 1500 euro sia senza costi aggiuntivi.

Se queste elencate fin’ora riguardano il rilancio della concorrenza e l’assistenza a chi si trova obbligato ad aprire un conto corrente contro la propria volontà, quello che invece è il punto critico che ha fatto infuriare l’ABI è il provvedimento che costringe gli istituti ad azzerare tutte le commissioni sulle linee di credito. L’ABI stesso ha già “minacciato” il Governo di rivedere l’accesso al credito da parte di imprese e famiglie se questo punto del decreto liberalizzazioni non verrà profondamente rivisto (per non dire cancellato).

LIBERALIZZAZIONI MUTUI: COSA CAMBIA PER GLI ITALIANI

Commenti (1)

  1. L’introduzione di maggiore competizione all’interno del settore assicurativo non può che essere vista con favore, perlomeno in linea di principio dato che resta da vedere se e come gli assicuratori intenderanno rispettare questa disposizione di legge. Per quanto riguarda i prestiti, qui poco menzionati, ricordo che già a dicembre era stato varato un importante decreto che tutela anche i privati in sovraindebitamento, garantendo loro la possibilità di negoziare con i creditori piani di ristrutturazione dei debiti. Una boccata d’ossigeno per quanti si trovano con l’acqua alla gola, e non sono pochi.

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