Inventari: in caso di assenza scattano gli studi di settore

di Simone Commenta

La sentenza di due giorni fa della Corte di Cassazione ha chiarito alcuni aspetti relativi all’applicazione degli studi di settore: in base a questa pronuncia, infatti, l’accertamento posto in essere mediante questi specifici strumenti tributari diventa automatico nel momento in cui una società non riesce a provare l’esistenza del libro degli inventari. Questo documento ricostruisce in maniera precisa tutto l’imponibile aziendale, anche attraverso delle presunzioni o con l’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente che viene coinvolto. La precisazione si era resa necessaria alla luce di un ricorso della nostra amministrazione finanziaria, la quale voleva riconosciuto come valido un accertamento di questo tipo. Piazza Cavour ha preso spunto direttamente da un testo normativo, il Dpr 600 del 1973 (“Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi”), visto che l’ufficio delle imposte ha la facoltà di ricavare il reddito d’impresa partendo dalle stime e dalle informazioni che sono state raccolte, decidendo se è opportuno o meno prescindere da quanto risulta dal bilancio e dalle scritture della contabilità.


Pertanto, nell’ipotesi di una società che non tiene alcun libro degli inventari, il registro obbligatorio per tutte le imprese tranne i piccoli imprenditori, l’Agenzia delle Entrate può avviare un’analisi induttiva attraverso gli studi; nel dettaglio, la vicenda aveva riguardato una società cooperativa con sede in Campania, azienda che aveva ricevuto la notifica di un accertamento basato su tali parametri fiscali a causa di questa assenza documentaria.

La Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione all’impresa, specificando che la mancata tenuta del libro non rappresentava di per sé un motivo per far scattare gli studi di settore; in realtà, la Cassazione ha ribaltato l’intero giudizio, una sentenza in controtendenza con le recenti bocciature dello strumento, come ad esempio quella che l’ha reso inapplicabile da parte dell’Agenzia nel periodo in cui vi sono i saldi stagionali (si tratta proprio di una pronuncia di quest’anno).