Equitalia Cartelle pazze o non dovute? Ora si bloccano con un clic

di Sofia Martini Commenta

Un nuovo servizio messo a disposizione dei contribuenti da parte di Equitalia permette di inviare la richiesta di sospensione della riscossione via computer in tempo reale. La procedura online si unisce alle altre modalità di presentazione della domanda già operative: allo sportello, via fax, via e-mail oppure con raccomandata con ricevuta di ritorno. Non rientrano tra gli atti che possono essere oggetto di sospensione quelli non notificati dall’agente della riscossione (es. avviso di accertamento dell’Agenzia delle entrate o avviso di addebito dell’Inps) per i quali ci si deve rivolgere direttamente ai rispettivi enti creditori.

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Le cartelle possono essere bloccate per somme non dovute o già pagate prima dell’arrivo della cartella; provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore; sospensione amministrativa (dell’ente creditore) o giudiziale; sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell’ente creditore, emesse in un giudizio al quale il concessionario per la riscossione non ha preso parte; prescrizione o decadenza del credito.
Possono essere bloccate non solo le vere e proprie cartelle ma tutti i documenti notificati dagli agenti della riscossione, quindi anche gli avvisi o atti di procedura cautelare e/o esecutiva.

Congelate le richieste di Equitalia per chi vanta crediti dalla PA

Il nuovo canale telematico lo si trova disponibile sul sito internet www.gruppoequitalia.it, non c’è bisogno di essere registrati e basta seguire un percorso guidato. Si deve entrare nel box “Sospendere la riscossione” e quindi è necessario inserire nell’apposito modulo online i propri dati e quelli dell’atto per cui si presenta la domanda. Dopo aver inviato e dato conferma della domanda, si riceverà un riepilogo con i dati inseriti.