Val di Chiana: la polemica infinita della tassa sui fossi

di Redazione 1

Una serie di ricorsi sta vedendo come protagonista assoluta la Commissione Tributaria Provinciale di Arezzo: il motivo è presto detto, dato che moltissimi contribuenti si sono lamentati delle ultime bollette da pagare che sono state inviate dal Consorzio di Bonifica della Val di Chiana. Sono ben 1.500 i cittadini che sono riusciti a ottenere una sentenza favorevole in questo senso, per quella che è conosciuta come “tassa sui fossi”. D’altronde, il problema è conosciuto già da qualche tempo, visto che lo scorso mese di giugno, proprio in Val di Chiana si riaccese il dibattito su tale tassa. Altri ottocento contribuenti hanno ora deciso di seguire lo stesso sentiero dei più “fortunati”, contestando le misure da versare.

Si tratta di famiglie e semplici cittadini, ma anche di artigiani, operatori, proprietari di aree immobiliari, senza alcuna distinzione di reddito dunque. Il ricorso massiccio si basa su dieci motivi secondo cui il tributo in questione sarebbe illegittimo e ha preso di mira le cartelle esattoriali che sono state notificate negli ultimi tempi. Da parte sua, comunque, il Consorzio rimane fermo sulle sue posizioni, tanto è vero che esiste un controricorso depositato presso la Commissione Tributaria Regionale della Toscana. Una soluzione finale della questione è però ancora lontana e bisognerà attendere diverso tempo.

Il problema non è soltanto toscano e la chiara testimonianza ci è stata offerta sempre d’estate, più precisamente ad agosto, con l’annuncio dell’introduzione nel 2013 della tassa sulle bonifiche in Campania. Nella regione settentrionale, però, il nodo è più difficile da sciogliere, anche perché si fa riferimento ai pagamenti dell’esercizio 2009 fino ad arrivare ai giorni nostri. Il 2012 si è caratterizzato per l’invio di oltre 47mila cartelle esattoriali, ma appare probabile come il numero possa essere lievitato. La tassa andrà modificata, per lo meno la sua sostanza, con buona pace del Consorzio, in modo da renderla un pizzico più popolare.

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