Tremonti annuncia l’Iva permanente nel settore edilizio

di Simone 1

 Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha annunciato che a breve diverrà permanente il regime agevolato per quanto riguarda l’Iva da applicare alle ristrutturazioni edilizie (attualmente il regime di imposta in questo settore è temporaneo). L’Ecofin ha infatti dato il suo assenso a questa misura fiscale: l’Italia ha un forte interesse nei suoi confronti, in particolare dopo il piano dell’edilizia lanciato nei giorni scorsi dallo stesso ministro. Il regime attuale dell’Imposta sul Valore Aggiunto sulle ristrutturazioni in Italia è al 10% e, grazie a questa decisione che consentirà di mantenerlo in maniera permanente, non scadrà più nel 2010 come era stato fissato in precedenza. Tremonti ha assegnato una notevole importanza a questo fatto, soprattutto alla luce della politica che lui e il governo intendono attuare in materia di edilizia.

 


Ci sono anche novità per quanto riguarda gli altri settori in cui viene applicata l’Iva: infatti, i ministri dell’Economia dell’Unione Europea si sono accordati anche per attuare una riduzione dell’Iva nell’ambito della ristorazione, dopo le pressanti richieste che aveva fatto in questo senso la Francia. L’annuncio in questione è arrivato dal ministro portoghese dell’Economia Fernando Teixeira dos Santos. Le intenzioni dei ministri europei sono dunque quelle di applicare tassi di imposta più bassi in quei settori e servizi che richiedono un forte uso di manodopera. L’accordo sull’imposta al 10% dovrà ora essere vagliato dal vertice europeo dei capi di Stato e di governo. Gli altri settori interessati da questa importante innovazione sono, tra gli altri, quello dei parrucchieri, i servizi dei libri (anche quelli su cd-rom) e dei pedaggi sui ponti per quanto riguarda il Portogallo.

 

Significativa è stata anche la comunicazione di cinque paesi che si sono mostrati contrari all’Iva ridotta (Danimarca, Repubblica Ceca, Bulgaria, Estonia e Lituania):

La riduzione dell’Iva può avere effetti benefici o negativi, quindi è sempre necessario considerare delle soluzioni alternative maggiormente efficienti prima che uno Stato membro decida di adottare tale misura fiscale.

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