Russia e Ue perfezionano le intese sulle dogane

di Redazione Commenta

L’Unione Europea e la Russia non sono mai state così vicine come in questo momento, almeno dal punto di vista delle disposizioni doganali: in effetti, le due parti hanno intenzione di rendere più semplici gli scambi, oltre che di offrire una garanzia sicura nell’ambito della lotta alle frodi fiscali. Il piano in questione, dunque, è molto articolato ed è stato illustrato a Mosca da Algirdas Semeta, il commissario europeo alla fiscalità e all’Unione Doganale. Come verrà a strutturarsi di preciso l’intero progetto? La scelta della Federazione russa non è casuale, visto che si tratta del terzo partner commerciale di tutta l’Ue, immediatamente dopo la Cina e gli Stati Uniti; gli scambi, pertanto, sono davvero significativi e sono aumentati in maniera esponenziale da due anni a questa parte.


Inoltre, il fatto che la Russia faccia parte dell’Omc e che sia stata creata un’unione doganale tra lo stesso stato dell’Europa dell’est e le vicine Bielorussia e Kazakistan ci fa comprendere come il volume commerciale sia destinato ancora a crescere. Le novità principali riguardano soprattutto la cosiddetta regolamentazione unica doganale e tariffaria, senza dimenticare però i vari codici doganali e le deliberazioni della Commissione. In pratica, quella appena citate sono delle innovazioni destinate a sostenere in maniera attiva il commercio interno, ma anche a produrre effetti rilevanti a livello comunitario.

Questi sistemi efficienti, tra l’altro, sono gli unici in grado di potenziare il commercio, ma bisogna ricordare che fino ad ora le infrastrutture doganali presenti in Russia non sono state un elemento in grado di consentire il salto di qualità, piuttosto il tutto è stato dominato da procedure macchinose e complicate, oltre che dai lunghi tempi di attesa. C’è grande attesa, infine, per l’introduzione del meccanismo di allarme rapido, strumento che dovrebbe essere in grado di non interrompere i flussi commerciali e di scambiare le pratiche migliori, riducendo quindi al minimo il rischio e le procedure di frontiera.