Rincari Imu da parte dei Comuni

di giannip Commenta

 

L’Imu non potrà essere cancellata o modificata. A dichiararlo è stato il ministro dell’economia, Vittorio Grilli, dicendo che “il mantenimento dell’Imu è necessario per il finanziamento delle autonomie locali, per tanto è possibile prevedere al massimo un suo aggiustamento in corso d’opera, ma non la sua abolizione”. 

E i Comuni non hanno di certo atteso molto a aumentare le aliquote Imu, come già successo a  Napoli, Bologna e Asti, mentre per la seconda casa i rincari ci saranno a Aosta, Asti, Ferrara, Pavia, Salerno e Treviso. C’è tempo comunque fino al 16 maggio per approvare le delibere Imu secondo il nuovo calendario dettato dal decreto legge n. 35 del 2013.

La presentazione Imu deve avvenire entro il 30 giugno, data unica per tutti i contribuenti, eliminando quella disposizione che prevedeva che i soggetti passivi fossero tenuti a presentare la dichiarazione entro 90 giorni dalla data in cui ha avuto inizio il possesso dell’immobile. Inoltre e’ stata abrogata la riserva tra quota statale  e quota comunale: quindi i contribuenti non dovranno più separare l’importo destinato allo Stato da quello di competenza dei Comuni, perchè sarà sufficiente indicare l’importo complessivamente dovuto e un unico codice tributo.

Discorso a parte merita il tema dei capannoni industriali. Nel 2013 l’Imu sui capannoni sarà più gravosa anche nel caso in cui l’aliquota rimanesse quella del 2012. A creare l’aumento sarebbe il coefficiente moltiplicatore utilizzato per la determinazione della base imponibile passerà da 60 a 65. Per il capannone da 500 mq l’aggravio varierebbe tra i 1.409 e i 1.572 euro; per un capannone di 1.000 mq l’aumento andrebbe da 3.288 e 3.734 euro.

E dopo la dichiarazione di illegittimità del redditometro da parte di due tribunali, arriva anche la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Brescia con cui è stato rigettato il ricorso di un contribuente e ha dichiarato infondata la questione di legittimità costituzionale dell’Imu.