Riforma fiscale: Cgil, aumento Iva sarebbe sbagliato

di giannip 1

In questo periodo si parla sempre più di una riforma fiscale che sposti il prelievo dalle persone alle cose, e quindi con un conseguente aumento delle aliquote Iva; l’ipotesi, in particolare, sarebbe quella di aumentare specifiche aliquote sui beni di massa di uno o al massimo due punti percentuali, mentre nel contempo l’Irpef verrebbe abbassata. Ma quali vantaggi fiscali reali ci sarebbero da una riforma fiscale di questo tipo? Ebbene, secondo la Cgil, per voce del Segretario Confederale Danilo Barbi, si tratterebbe di una scelta/decisione alquanto sbagliata, per diverse ragioni. La prima è quella per cui in Italia ci sono milioni di persone incapienti che dall’abbassamento dell’Irpef non trarrebbero alcun vantaggio, mentre andrebbero a pagare di più sul mercato i beni di consumo non durevoli. Inoltre, secondo il più grande Sindacato italiano con l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto si andrebbe a creare un effetto depressivo sull’economia in quanto andrebbe a colpire il consumatori con redditi medio/bassi, e non i contribuenti con redditi alti.

Insomma, anche con l’aumento dell’Iva a pagare sarebbero i soliti noti, ovverosia i lavoratori dipendenti ed i pensionati; così come non si può pensare di aumentare l’Iva solo sui beni di lusso, ad esempio i SUV, in quanto le risorse che si libererebbero sarebbero comunque risibili rispetto a quello che realmente ci vuole, ovverosia una riforma fiscale strutturale che restituisca potere d’acquisto alle famiglie italiane a partire da quelle che in questi ultimi anni stanno pagando il caro prezzo delle crisi finanziaria ed economica e, conseguentemente, delle centinaia di migliaia di licenziamenti e di cassa integrazione.

Ed intanto proprio oggi, a Pontida, anche la Lega Nord sembra aver rotto gli indugi lanciando una sorta di ultimatum proprio sulla riforma fiscale, da fare con urgenza al fine di contribuire a rendere il fisco più equo. E’ molto probabile, di conseguenza, anche tenendo conto delle pressioni delle agenzie di rating, che ben presto al riguardo si entrerà nel vivo della discussione politica.

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