È pronta la nuova comunicazione unitaria sui dati Inps per le aziende

di Simone 2

I ministri della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, e quello del Lavoro, Maurizio Sacconi, hanno annunciato una nuova serie di interventi per quel che riguarda i datori di lavoro: l’annuncio rientra nel programma di aggiornamento del cosiddetto piano “taglia oneri”, un progetto di semplificazione lanciato lo scorso anno, il quale ha portato a una riduzione dei costi della burocrazia per circa 2 milioni di imprese. La conferenza stampa congiunta dei due ministri ha messo in luce i modi con cui potrebbero essere ottenuti ulteriori risparmi: i maggiori interventi riguarderanno le materie fiscali, con una semplificazione delle procedure di comunicazione con l’Inps da parte dei datori di lavoro. Verrà pertanto eliminato l’obbligo di presentazione, per gli appalti, del documento che comprova la regolarità della contribuzione, il cosiddetto Durc e si snelliranno gli adempimenti in materia di prevenzione degli incendi. Ma la novità più interessante riguarderà l’unificazione delle comunicazioni mensili dei flussi di retribuzione (il modello di denuncia Emens) con i flussi di contribuzione (DM 10): si tratta dunque dei dati delle aziende relative all’Inps, un’operazione che andrà a coinvolgere circa 18 milioni di lavoratori.

 

È già in fase di perfezionamento la piattaforma tecnologica che sarà utilizzata per leggere in maniera unificata l’unico aggregato; luglio sarà invece il mese in cui le imprese e le aziende verranno invitate ad adottare il nuovo modello di comunicazione, in modo tale che a fine 2009 il sistema sarà entrato a pieno regime. Antonio Mastropasqua, presidente-commissario dell’Inps, ha espresso il suo apprezzamento per l’iniziativa:

Con il sistema attuale di comunicazione, si devono processare circa 12.000 codici che sono contenuti nel DM 10. Il sistema unificato Uniemens porterà invece alla riduzione di tale lavoro a solo 60 codici, con un netto salto di qualità.

 

Il governo non intende comunque fermarsi qui: le future semplificazioni riguarderanno infatti i settori dei Beni culturali, dell’Ambiente e, infine, del Fisco.

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