Le proposte CGIL per il caro vita italiano

di Redazione Commenta

Proposte concrete quelle che arrivano dal segretario generale della Cgil, Susanna Camusso per contrastare il caro vita e la riduzione del potere di acquisto. Innanzitutto la richiesta di detassare un mensilità di stipendio prima dell’estate, dopo la possibilità di recuperare il fiscal drag ed infine applicare le regole in materia di federalismo fiscale.
La stessa CGIL ha pubblicato un rapporto in cui viene stabilito che in due anni stipendi e pensioni (come richiedere la pensione INps on line) hanno perso circa 500 euro di potere d’acquisto. Il leader della Cgil sottolinea come il provvedimento della detassazione di una mensilità possa agevolmente essere preso anche da un governo che svolge ordinaria amministrazione come quello Monti. Infatti occorrerebbe soltanto dare esecuzione ad una legge del 1992, che prevedeva tale misura al fine di recuperare le risorse drenate dal fiscal drag. Un provvedimento che secondo la Camusso avrebbe lo scopo di attenuare l’effetto dell’inflazione sui salari.

 

Infatti il rapporto calcola che solo nel 2013 il fiscal drag drenerà risorse per 315 euro ad un lavoratore single e circa 420 euro ad un lavoratore con carichi famigliari. Insomma un notevole svantaggio per tutti i lavoratori dipendenti ed i pensionati che ha comunque contribuito a creare un aumento delle entrate, aumento che recentemente è stato illustrato come un effetto positivo delle recenti manovre finanziarie (al riguardo leggasi anche manovre finanziarie quanto costano). In 10 anni, la Cgil calcola che il fiscal drag ha portato nelle casse erariali circa 10 miliardi di euro.
A far crescere ancora di più il conto del fiscal drag ci pensano le addizionali regionali e comunali che alla fine portano il conto a circa 500 euro per un single nel periodo 2007 – 2013, e a circa 600 euro per un lavoratore con carichi famigliari. Al futuro governo il leader Cgil richiede invece maggiore impegno, sopratutto sul fronte del fisco che dovrebbe essere reso meno pesante sui dipendenti e sui pensionati e reso più gravoso per chi possiede beni patrimoniali.