Compensazione Iva Enti locali

di giannip Commenta

Per i Comuni, in merito alla compensazione dei crediti sull’imposta sul valore aggiunto (Iva) oltre i 15 mila euro, la revisione equivale al rilascio del visto di conformità. A chiarirlo con una risoluzione, la numero 90/E pubblicata venerdì scorso, 17 settembre 2010, è stata l’Agenzia delle Entrate nel precisare come per i Comuni la certificazione rilasciata dall’organo di revisione, singolo o collegiale, equivalga allo stesso tipo di “vigilanza” connessa al rilascio del visto di conformità in quanto presuppone lo stesso tipo di controllo. Per gli Enti locali, quindi, visto di conformità e sottoscrizione della dichiarazione da parte del revisore singolo, nel caso di Comune più piccolo, o da parte del collegio, pari a sono ai fini della compensazione dell’imposta sul valore aggiunto (Iva) sopra i 15 mila euro.

Questo perché, in accordo con quanto ha precisato l’Agenzia delle Entrate con una nota ufficiale, il collegio dei revisori, in accordo con quanto sta scritto nel Testo unico degli enti locali, in corrispondenza dell’articolo 234, assicura la stessa funzione di garanzia delle società di revisione e dei revisori di una classica società di capitali ai fini della regolarità sia contabile, sia finanziaria.

La modalità di compensazione dell’Iva, ed in particolare la relativa certificazione, da parte degli enti locali, è tra l’altro confortata da un parere che è stato reso dalla Corte dei Conti nell’ambito della garanzia di corrispondenza tra la contabilità ed i risultati comunicati con la contestuale possibilità di andare a compensare i crediti sull’imposta sul valore aggiunto oltre i 15 mila euro. Per l’ente locale, quindi, il collegio viene equiparato al revisore contabile dei soggetti Ires, e quindi viene allo stesso modo considerato come quel soggetto che per il Comune esercita la revisione economico e finanziaria. Per quel che riguarda i crediti Iva ricordiamo che l’Agenzia delle Entrate già da qualche anno ha potenziato le attività e le azioni di contrasto all’evasione fiscale proprio in merito alla compensazione fittizia di crediti Iva inesistenti che, spesso da parte di imprese scorrette, portano ad utilizzare il Fisco come un bancomat.