Il decreto che sblocca i crediti P.A.

di Redazione 2

Con il Dl 25 pubblicato pochi giorni fa in Gazzetta Ufficiale si è dato il via alla macchina per sbloccare i crediti PA. Tuttavia per ottenere effettivamente lo sblocco di quanto vantato dalle imprese nei confronti della pubblica amministrazione occorreranno diversi adempimenti che dovranno esser varati sia dallo Stato che dagli enti locali.

Uno dei primi atti che sono stati già emanati è il provvedimento che il ministero Economia ha varato nel quale è stato fissato al 3,3 % il tasso di interesse per le anticipazioni che verranno concesse dagli enti locali nel 2013. Gli altri adempimenti dovranno per lo più essere attuati da Comuni e Regioni e Provincie. In queste settimane infatti gli enti locali dovranno adoperarsi per prenotare i cosiddetti “spazi finanziari” del patto di stabilità mentre le regioni si preoccuperanno di richiedere le anticipazioni del fondo di liquidità. Dal canto loro il ministero dell’economia dovrà entro il 15 maggio provvedere ad effettuare il ripartimento di circa il 90 % del fondo (derivante dall’allentamento del patto di stabilità) mentre il restante 10 % sarà ripartito entro la data del 15 luglio 2013.

All’interno del Dl 35 sono indicati i passi che occorre seguire per ottenere i fondi: in particolare adottare tute le misure per ottenere i fondi, adottare le misure necessarie per quanto riguarda le anticipazioni, pubblicare un piano dei pagamenti scaduti alla data del 31 dicembre 2012 ed infine sottoscrivere il contratto di finanziamento con il Mef.

Un decreto dell’economia entro il 15 maggio provvederà a ripartire in modo proporzionale i 500 milioni stanziati previsti per il pagamento dei ministeri. Viene demandato invece all’agenzia delle entrate l’attuazione del provvedimento volto a determinare maggiori rimborsi fiscali sino a 2,5 miliardi di euro per l’anno 2013 e circa 4 miliardi di euro per il 2014. Anche l’allargamento delle nuove regole in materia di compensazione tra crediti commerciali e debiti fiscali ha bisogno di un ulteriore passaggio per l’attuazione. In particolare dovrà essere un decreto del ministero Economia a determinarne l’attuazione.

 

Commenti (2)

I commenti sono disabilitati.