Gdf: sotto il mirino i gondolieri

di Laura Commenta

 Fece scalpore alcuni mesi fa la notizia di una donna veneziana che, stanca probabilmente del ritardo con cui riceveva l’assegno dal suo ex marito gondoliere, ha deciso per un tiro mancino al pope veneziano. Denunciato dall’ex moglie per aver pagato poche tasse, ecco cosa spinse la Guardia di Finanza a indagare sulla situazione reddituale del gondoliere. Ovviamente situazioni di questo tipo sono contagiose e dopo il malcapitato ex marito, le indagini della Gdf si estesero agli altri gondolieri.

La leggenda narra la storia di due giovani e poveri amanti alla ricerca di un rifugio sicuro per nascondere al paese il loro amore; così questi due giovani si rifugiarono su una barchetta per potersi inebriare di carezze e baci. Ogni famiglia nobiliare aveva le gondole decorate con i colori del Casato e il disegno dello stemma si ergeva sopra lo schienale o sulla copertura che si usava per tutte le gondole. Una figura quindi, quella del gondoliere, contraddistinta da arte e folkore, oggi divenuto accompagnatore di innamorati di tutto il mondo alla scoperta di Venezia.

Da qualche mese però questa figura quasi fiabesca é sotto locchio del ciclone a causa di questi controlli, di cui ancora non si conoscono gli esiti.

Se un gondoliere dichiara un reddito di 10 o 15 mila euro l’anno, dubitare è legittimo secondo la Gdf, non si tratta probabilmente di redditi stratosferici ma forse più alti.

E così, il comune di Venezia, se perde introiti fiscali da un lato, cerca di recuperarli dall’altro, sempre nell’ambito turistico. Per ‘coprire le mancate entrate le amministrazioni locali di molte città hanno introdotto la wedding tax, una tassa introdotta in alcuni Comuni per matrimoni di lusso in location prestigiose. In più a Venezia, pagando una cifra cha va dai 120 ai 144 euro, gli sposi possono mandare in diffusione diretta internet il matrimonio e farlo apprezzare anche da amici e familiari lontani.