Il fisco italiano cerca nuovi sbocchi fuori dai confini

di Sofia Martini Commenta

Crescono le opportunità per chi vuole investire in Italia utilizzando agevolazioni e incentivi esistenti nel sistema fiscale e con la opportunità di avere più certezza sull’interpretazione delle norme.

Il fisco italiano cerca nuovi sbocchi fuori dai confini nazionali. Presenta opportunità legate alle nuove agevolazione e si muove un’immagine più stabile connessa alla certezza del diritto.

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L’agenzia delle Entrate sarà presente in mattinata presso l’ambasciata italiana a Londra nel contesto di un roadshow istituzionale organizzato anche dal ministero dello Sviluppo economico. Un primo esperimento di questo tipo con cui l’amministrazione finanziaria italiana prova a parlare faccia a faccia agli investitori stranieri a casa loro, davanti a una platea di potenziali investitori che sarà composta non tanto e non solo da tecnici quanto da decisori, ossia da quei soggetti che poi concretamente potranno assumere le scelte di investimento.

Un modo per far presente che qualcosa è cambiato e che la legislazione fiscale ha posto particolare attenzione agli aspetti di internazionalizzazione per attrarre gli investimenti nel nostro Paese. A rappresentare l’agenzia delle Entrate saranno il direttore centrale Normativa, Annibale Dodero, e il responsabile dell’ufficio per i nuovi investimenti, Gaetano Scala. Una presentazione breve e mirata delle principali novità: riduzione Ires al 24% a partire dal 1° gennaio 2017, funzionamento dell’Ace (aiuto alla crescita economica) per chi capitalizza, credito d’imposta per ricerca e sviluppo, patent box. Quattro pilastri per consentire un tax planning per chi vuole investire sfruttando le chance per ridurre il carico tributario. Spiegano gli esperti:

Ci sono più opportunità per chi vuole investire in Italia utilizzando agevolazioni e incentivi esistenti nel sistema fiscale e con la opportunità di avere più certezza sull’interpretazione delle norme. Già perché, oltre a offrire più opportunità sia alle imprese nazionali sia a quelle estere, l’Italia punta a recuperare un gap reale e percepito sul versante della certezza del diritto. In questa direzione vanno la regolamentazione dell’abuso del diritto, l’istituzione della cooperative compliance e l’interpello per chi investe oltre 30 milioni di euro con significative ricadute occupazionali. Tutti istituti che hanno come filo conduttore quello di essere stati creati dai decreti di attuazione della delega fiscale.