Fatturazione elettronica, aziende italiane sempre più pronte al nuovo obbligo

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In materia di fatturazione elettronica, la cui entrata in vigore scatta il prossimo gennaio 2019, la maggioranza delle aziende italiane sarebbe già pronta, tanto che solamente il 5% delle grandi imprese e il 9% delle piccole e medie imprese non ha ancora in mente come potersi organizzare per poter adempiere alle discipline normative, o si dichiarano non a conoscenza delle novità che stanno per impattare sulla propria organizzazione gestionale.

Peraltro, oltre alle buone notizie legate agli adempimenti in vista all’obbligo, con un crescente numero di aziende che hanno adottato per la fatturazione elettronica il software Agyo, le gradevoli statistiche sono estese anche sul fronte delle aspettative. Di fatti, il 50%  delle grandi imprese e il 34% delle piccole e medie imprese ha percepito l’obbligo come un’opportunità per poter ottimizzare i processi aziendali, mentre il 13% delle grandi imprese e il 14% delle piccole e medie imprese ha dichiarato che la fatturazione elettronica potrebbe essere un buon modo per poter contrastare l’evasione fiscale.

A proposito di evasione fiscale, è chiaro che il legislatore attraverso il suo ricorso voglia cercare di contenere proprio i fenomeni evasivi, stimolando il ricorso a un sistema di miglior monitoraggio dei rapporti tra privati. Per quanto riguarda le altre valutazioni, un recente report dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b l’eCommerce B2b ha affermato che solamente il 2% delle grandi imprese e l’8% delle piccole e medie imprese ritiene che la normativa sia poco chiara e solamente il 21 per cento ritiene invece che ci sarà confusione sul mercato al momento dell’entrata in vigore dell’obbligo, al quale – tuttavia, occorre rammentarlo – mancano ancora diversi mesi.

Peraltro, appare chiaro come le aziende italiane desiderino gestire questa nuova fase del sistema di fatturazione per vie interne, considerato che solamente una parte minoritaria del totale delle organizzazioni imprenditoriali ha già messo in conto la possibilità o la necessità di esternalizzare il servizio. Il report sottolinea in tal proposito come il 34 per cento delle grandi aziende e il 21 per cento delle piccole e medie imprese ricorreranno all’outsourcing, con una divergenza tra le strutture più grandi e quelle di più piccole dimensioni, che sembra essere legata alla tendenza delle Pmi a rivolgersi al proprio commercialista di fiducia (il 10% delle piccole e medie imprese lo farà, contro l’1 per cento delle grandi aziende) e di utilizzare i servizi che sono messi a gratuita disposizione dall’Agenzia delle Entrate (il 13 per cento delle piccole e medie imprese, contro l’1 per cento delle grandi aziende).

Insomma, anche se i tempi non sono proprio prossimi all’introduzione della fatturazione elettronica, le imprese italiane sembrano essersi già allineate alle necessità di questa piccola grande rivoluzione nei rapporti commerciali e di servizio tra gli operatori economici. Non ci rimane che attendere quali saranno le possibili novità introdotte nel corso dei prossimi mesi, e cercare altresì di comprendere se ci saranno effettive ripercussioni di maggiore impatto. Per il momento, la strada sembra esser ben tracciata e, salvo sorprese, i termini saranno (questa volta) rispettati.