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Canada, scambio di informazioni per contrastare l’evasione

Il sogno non nascosto dell’amministrazione fiscale canadese è quello di utilizzare un numero molto ampio di metodi efficaci e volti a gestire nel migliore dei modi le leggi tributarie e la lotta all’evasione: un desiderio che viene condiviso da moltissime altre amministrazioni a livello internazionale, ma nello stato nordamericano si è deciso di fare sul serio, mantenendo alta la pressione nei confronti delle attività fiscali più nocive per il paese. In particolare, come è emerso dalle ultime dichiarazioni del ministro delle Finanze Jim Flaherty, lo scambio di informazioni diventa la priorità di tale settore e ne sono una chiara testimonianza i due accordi conclusi proprio di recente. La trasparenza informativa viene infatti vista come l’unico strumento in grado di garantire la corretta applicazione e osservanza dei testi normativi in materia, oltre che una delle richieste più importanti dell’Ocse e del G20 finanziario.


Alla luce di questa linea di pensiero, la Canada Revenue Agency (l’Agenzia delle Entrate canadese) ha posto in essere le intese sopracitate, scegliendo come controparti ideali San Marino e Anguilla, due dei paradisi fiscali più gettonati dai contribuenti di tutto il mondo. Entrando nel dettaglio, il governo di Ottawa si impegnerà a scambiare in maniera reciproca con gli stati in questione le informazioni tributarie più importanti: si tratta, in pratica, dei cosiddetti Tiea (Tax Information Exchange Agreements), i quali sono volti a promuovere la cooperazione internazionale per stroncare alla radice i fenomeni evasivi.

Sono circa due anni che tali metodologie sono balzate agli onori della cronaca e in questo preciso momento storico il loro ruolo si è nettamente rafforzato. L’impegno canadese è piuttosto evidente: gli ultimi quattordici mesi, infatti, sono stati costellati da ben undici intese fiscali, una intensità cooperativa che sta permettendo agli ispettori di indagare in maniera più rapida e produttiva. Oltre a San Marino e Anguilla, gli altri centri offshore coinvolti sono le isole Cayman, Bermuda, Bahamas, le Antille Olandesi, Saint Lucia e Dominica.

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