YouCat: l’evasione fiscale diventa materia di catechismo

di Redazione 1

YouCat è il nome del libro ufficiale della Giornata Mondiale della gioventù 2011, evento che avrà luogo a Madrid tra otto mesi esatti: la sigla identifica per l’appunto lo Youth Catechism, un’agenda ricca di precetti e insegnamenti cristiani, volti a orientare i comportamenti dei più giovani, soprattutto la loro vita all’interno della società e della comunità globale. I riferimenti sono davvero molti e non viene risparmiato nessun argomento. Addirittura, il lavoro di teologi, esperti e degli stessi ragazzi si rivolge all’ambito fiscale e tributario: quale messaggio viene lanciato dunque nei confronti del mondo delle tasse? Il punto 431 parla proprio di tali temi, precisando che i raggiri fiscali sono da considerare alla stregua di un peccato, dato che si provvede a rubare e a sottrarre il proprio contributo allo Stato. La rivisitazione del catechismo in una versione più contemporanea cerca di venire incontro alle fasce di età più giovani, era comunque abbastanza scontato che gli atteggiamenti materiali fossero messi al bando.


YouCat, il quale è disponibile anche come e-book, parla espressamente di elusione ed evasione del Fisco; nel dettaglio, il ritratto mette in evidenza l’immoralità e l’assoluta contrarietà a quanto contenuto nel settimo comandamento. L’uomo, come contribuente, è anche responsabile in maniera piuttosto chiara nei confronti della comunità: tentare di fare i furbi nei riguardi dei sistemi tributari viene considerato non ammissibile, così come la falsificazione o anche l’occultamento dei fatti che vengono posti in essere per scongiurare una giusta contribuzione in denaro.

La Chiesa cattolica si scaglia pertanto con veemenza contro i disonesti ed è una delle prime volte che si sente parlare così nettamente di tasse e contributi: il Vaticano può quindi rappresentare un alleato più che valido per la nostra amministrazione finanziaria per quel che concerne il trionfo della cultura della legalità in ambito fiscale, uno sforzo in più per creare una società trasparente e rispettosa dei principi di base.

Commenti (1)

  1. Ma la Chiesa è esente dal pagare l’ICI?

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