Voluntary Disclosure, proroga al 31 dicembre?

di Sofia Martini Commenta

Già durante giorni scorsi, una sorta di proroga è di fatto stata diramata dall'Agenzia delle Entrate, che ha dato ulteriore tempo per la presentazione della documentazione relativa alle richieste di adesione alla procedura di emersione dei capitali fino al 30 ottobre.

Il Governo ci pensa su: un rinvio al 31 dicembre, per permettere altri tre mesi a chi vuole far emergere dal nero i capitali nascosto illecitamente all’estero e nel nostro Paese. L’esecutivo Renzi sta considerando proprio in queste ore l’ipotesi.

Ipotesi che potrebbe essere portata all’attenzione del Consiglio dei Ministri, convocato per domani mattina, che potrebbe avere all’ordine del giorno un decreto con la proroga della scadenza per la procedura di voluntary disclosure dal 30 settembre a fine anno.

Già durante giorni scorsi, una sorta di proroga è di fatto stata diramata dall’Agenzia delle Entrate, che ha dato ulteriore tempo per la presentazione della documentazione relativa alle richieste di adesione alla procedura di emersione dei capitali fino al 30 ottobre (fatta salva la scadenza del 30 settembre per inoltrare la prima domanda). D’altra parte, le richieste degli operatori del settore erano tutte per un allargamento della finestra dei tempi di adesione.

Alla prima settimana di settembre risultavano circa 14mila domande di adesione, per un imponibile quantificabile in circa 3,15 miliardi di euro. E già allora un sondaggio tra i professionisti parlava di otto domande su dieci in stand-by, sia per la complessità tecnica della materia sia perché gli ultimi tasselli procedurali (l’accordo con le banche svizzere, ad esempio) sono arrivati soltanto alla fine di agosto. L’aver disinnescato la mina del raddoppio dei termini di accertamento, che gravava sui potenziali aderenti, ha poi accelerato il ritmo delle adesioni negli ultimi giorni.

Nei giorni scorsi, il Ministro Padoan aveva manifestato la volontà di mantenere lo status quo sulla voluntary disclosure. Il Tesoro, in via cautelativa, non aveva inizialmente indicato una stima di gettito dall’operazione, ma fonti parlamentari hanno quantificato in 3-5 miliardi il possibile ricavato. Nella nota di aggiornamento del Def, sono indicati 671 milioni di euro.