Evasione, Italia e Svizzera verso accordo fiscale

di Sofia Martini Commenta

Il termine massimo è il 2 marzo 2015.

Manca sempre di meno alla firma per il raggiungimento dell’accordo fiscale tra Italia e Svizzera. Stando alle fonti di governo ci sarebbero ancora dettagli da prendere in considerazione ma la chiusura è sempre più vicina.

L’accordo fiscale dovrebbe essere siglato entro i termini previsti dalla voluntary disclosure (60 giorni dall’entrata in vigore, il 2 gennaio), ovvero il 2 marzo 2015.

L’accordo, a quanto pare, dovrebbe essere siglato già tra una settimana, mentre la firma ufficiale dovrebbe invece arrivare all’inizio del prossimo mese. In ogni caso tutto il processo dovrebbe chiudersi appunto entro l’inizio di marzo, termine fissato dal provvedimento sul rientro dei capitali per i Paesi «black list» (lista nera) per siglare accordi fiscali con l’Italia ed essere così considerati Paesi della «white list» (lista bianca) ai fini dell’emersione dei fondi illegalmente nascosti oltreconfine (chi proviene da Paesi in «black list», secondo le nuove norme, paga di più per rimettersi in regola).

Potrebbe così riuscire la mossa «a tenaglia» contemplata dal governo italiano, che mira a stanare coloro i quali commettono i reati di evasione rendendo impossibile da un lato continuare a nascondersi in Svizzera, e offrendo dall’altro lato la possibilità di rimettersi in regola con le norme sul rientro dei capitali. Una boccata di ossigeno per i conti pubblici italiani, visto che, anche se stime ufficiali non ne sono ancora state fatte, le ipotesi vanno dai 5 miliardi fino a 6,5 miliardi.

Intanto entro fine gennaio dovrebbe essere pronta anche la procedura per fare pace col fisco, con la predisposizione da parte dell’Agenzia delle entrate del modello per aderire alla collaborazione volontaria. I cittadini italiani con capitali all’estero in nero (ma anche con fondi non dichiarati in Italia) avranno tempo successivamente fino al 15 settembre per autodenunciarsi e godere di sanzioni e pene ridotte (in particolari non saranno perseguibili per il nuovo reato di autoriciclaggio). Autodenuncia che si differenzia dei precedenti scudi perché non è previsto l’anonimato e si dovranno comunque versare tutte le imposte dovute.