Lotta alla mafia, ampi accertamenti fiscali per stroncare il fenomeno

di Redazione Commenta

La criminalità organizzata, i sequestri di persona, lo sfruttamento della prostituzione e la falsificazione commerciale possono essere stroncati in maniera più efficace grazie a delle indagini fiscali, economiche e patrimoniali molto accurate: in effetti, come è previsto dalla legge 136 del 2010 pubblicata di recente in Gazzetta Ufficiale (recante appunto “Piano straordinario contro le mafie, nonché delega al governo in materia di normativa antimafia”), anche l’ambito tributario può svolgere un ruolo fondamentale in questo senso, senza limitarsi esclusivamente alla focalizzazione sugli indiziati di associazione di stampo mafioso. In particolare, è stato completamente modificato l’articolo 25 della legge 646 del 1982, la quale concerneva gli accertamenti del fisco nei confronti di soggetti condannati per determinati tipi di reato; l’indagine in questione era finora prevista soltanto nel caso in cui vi fosse una condanna o un provvedimento cautelare per quel che riguarda l’affiliazione a organizzazioni come la mafia, la camorra e quant’altro.


Con le novità di quest’anno, invece, le misure di accertamento da parte dell’amministrazione finanziaria vengono allargate anche ai destinatari di misure preventive per i reati sopracitati. In base alla legge, infatti, le informazioni riscontrate in questo ambito diventeranno utili ai fini dell’Imposta sul Valore Aggiunto e di quelle sui redditi, soprattutto quando ci si troverà di fronte a casi in cui il contribuente non può spiegare i motivi della dichiarazione dei maggiori redditi o della loro omissione.

Ora, il governo italiano sarà chiamato ad adottare, entro un anno da questa entrata in vigore, un codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, in modo da dar vita a un decreto legislativo volto ad armonizzare norme e testi. Le prime indicazioni sulla tassazione dei redditi si trovano nella legge 136: in particolare, essa deve far ovviamente riferimento al Tuir, deve avere carattere provvisorio, riguardando i redditi soggetti a ritenuta alla fonte (beni sequestrati) e deve far salve le norme relative alla tutela del paesaggio.