Leverage buy out, gli interessi passivi sono deducibili

di Redazione Commenta

Le operazioni di riorganizzazione aziendale nelle quali vi è la compresenza, non marginale, di ragioni extrafiscali che non si identificano necessariamente con la redditività immediata dell'operazione sono legittime.

Gli oneri e gli interessi passivi che afferiscono a un’operazione di Leverage buy out, finalizzata a separare le attività di distribuzione e logistica da quella di produzione, sono deducibili. Lo confermano i giudici della commissione tributaria regionale di Milano, a seguito della sentenza 4539-05-2014. La sentenza statuisce che le giustificazioni fornite dai contribuenti sulle ragioni economiche che riguardano la riorganizzazione sono fondate e che gli interessi passivi ad esse correlati sono dunque deducibili.

La sentenza prende le mosse da un’operazione di riordino aziendale attraverso la quale una società italiana aveva contratto un finanziamento bancario per acquistare la partecipazione in una società consociata detenuta dalla società capogruppo, attuando poi una fusione per incorporazione in base allo schema della fusione a seguito di acquisizione con indebitamento: l’acquisizione con indebitamento è, per l’appunto, la Leverage buy out.

Stando all’Agenzia delle Entrate, l’operazione era stata messa in piedi con lo scopo di realizzare una plusvalenza utile alla capogruppo e dunque di finanziarla trasferendole denaro. L’acquisto della partecipazione non sarebbe stato funzionale alle esigenze della società italiana, bensì a quelle della controllante. Per questa ragione, l’Ufficio non riteneva inerenti e conseguentemente indeducibili gli interessi pagati sul finanziamento.

In appello, la società riteneva invece di avere ragione dal punto di vista economico per via del fatto che la sua volontà era quella di separare le attività.

I giudici fondano la propria decisione sui principi espressi nella sentenza 1372/2011 dalla Cassazione. Tale sentenza statuisce pienamente legittime le operazioni di riorganizzazione nelle quali vi è la compresenza, non marginale, di ragioni extrafiscali che non si identificano necessariamente con la redditività immediata dell’operazione, bensì possono essere anche di natura organizzativa e consistere in un miglioramento strutturale e funzionale dell’azienda.