L’Ires è al 50% se la casa di cura è un presidio delle Usl

di Simone Commenta

L’Agenzia delle Entrate ha dato il proprio assenso ad uno sconto pari al 50% per quel che riguarda l’Ires (Imposta sul Reddito delle Società) di cui beneficeranno le strutture ospedaliere private che sono state riconosciute come reali presidi delle Usl. Secondo il Fisco, infatti, non v’è differenza tra presidio ed ente e quindi le agevolazioni tributarie del secondo sono previste anche per il primo (si tratta dell’agevolazione inserita nell’articolo 6 del DPR 601 del 1973, la “disciplina delle agevolazioni tributarie”). La precisazione in merito è arrivata attraverso la pubblicazione, da parte della stessa Agenzia, della risoluzione 179/E che è intervenuta a seguito di un interpello proposto da una casa di cura che chiedeva di poter usufruire di tale riduzione d’imposta, avendo avuto il riconoscimento di presidio ospedaliero dell’Usl. Quali sono i maggiori problemi in proposito? Bisogna dire che la norma sopracitata fa sorgere alcuni dubbi, in quanto essa provvede a indicare tutti quei soggetti per cui l’Ires deve essere ridotta della metà, citando espressamente gli enti e gli istituti di assistenza sociale, le società di mutuo soccorso, gli enti ospedalieri e gli enti di assistenza e beneficienza.

 

Dunque, in un’elencazione così chiara, manca la menzione dei presidi ospedalieri, si parla solamente di “enti”, vale a dire degli organismi che non esistono più dal 1978, anno in cui fu varata la riforma sanitaria. Ma è proprio questa riforma che ci interessa nel trattare l’argomento: essa, infatti, rappresentò anche l’atto di nascita di nuovi istituti, i quali avrebbero dovuto fornire un sostegno alla rete ospedaliera; si tratta, sostanzialmente, di organismi che, tramite il riconoscimento di requisiti e dopo il riconoscimento da parte della Regione, possono essere considerati appunto dei presidi di assistenza sanitaria dell’Unità Sanitaria Locale.

 

Preso atto di ciò, le Entrate sono giunte alla conclusione che questi istituti e la casa di cura che ha presentato l’interpello hanno tutte le caratteristiche per essere equiparati ai non più esistenti enti ospedalieri e, di conseguenza, beneficiano dell’agevolazione dell’Ires prevista dal Decreto.