L’Inps chiarisce i dettagli del suo accordo con l’ANPF

di Simone Commenta

 La circolare numero 100 è stata resa pubblica dall’Inps (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) quattro giorni fa. Si tratta di un documento che ha ufficializzato la convenzione tra lo stesso ente previdenziale e l’Anpf, vale a dire l’Associazione Nazionale Pensionati Famiglia. In pratica, si è deciso di dar vita a tale accordo per consentire la riscossione dei contributi sindacali per quel che concerne le prestazioni pensionistiche. La circolare in questione, inoltre, contiene tutte le istruzioni operative e contabili del caso, senza dimenticare le variazioni al piano dei conti. ù

L’intesa di cui si sta parlando, in realtà, risale allo scorso mese di marzo e ha una validità che durerà fino al prossimo 31 dicembre, dunque fino alla fine dell’anno. Chi sono i pensionati che hanno formalmente diritto al servizio e alla sua fruizione? Il versamento dei contributi sindacali attraverso la trattenuta sulla pensione spetta a coloro che sono titolari di una pensione diretta, indiretta o anche di reversibilità (a carico dell’assicurazione generale obbligatoria). La delega di cui si sta parlando, inoltre, deve essere rilasciata e sottoscritta da chi è titolare della pensione, senza dimenticare la controfirma da parte del responsabile locale dell’Anpf stesso (vedi anche Assegni familiari Inps 2013).

I nominativi di rappresentanti e incaricati vengono comunicati in forma scritta alle strutture periferiche dell’Inps. La decorrenza delle stesse deleghe è presto detta, visto che producono effetti dal primo giorno del terzo mese successivo a quello in cui è avvenuta l’acquisizione. Un dettaglio sicuramente importante è la misura del contributo sindacale. In pratica, l’importo appena citato viene stabilito in diverse proporzioni: si tratta di uno 0,5% sugli importi che sono compresi entro la misura del trattamento minimo del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, di uno 0,40% sugli importi che eccedono quelli appena elencati e che non vanno oltre il doppio della misura del fondo stesso, e uno 0,35% sugli importi che eccedono il doppio della misura.