Tassazione giochi: aumentarla per renderli meno appetibili

di giannip Commenta

In Italia sarebbe necessario un inasprimento della tassazione sui giochi al fine di renderli meno appetibili, ma anche per abbassare nel nostro Paese la febbre da gioco che, nei casi più gravi di giocatori affetti da ludopatia, crea disagio sociale e problemi rilevanti all’interno del nucleo familiare. Questa, in particolare, è stata una delle proposte formulate nei giorni scorsi da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani, nel far presente come nei primi otto mesi di quest’anno, in base ad una rilevazione effettuata dall’Associazione attraverso lo Lo Sportello Antiusura, in Italia le perdite legate ai giochi legalizzati siano aumentate a carico degli italiani del 13,6%. Questo in controvalore significa che in otto mesi quest’anno i giocatori hanno lasciato sul tavolo oltre seicento milioni di euro in più rispetto allo scorso anno.

Come uscire dunque da questa grave situazione? Ebbene, per Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani oltre ad un inasprimento della tassazione sui giochi servono anche altre misure restrittive in linea, ad esempio, con il divieto che riguarda le sigarette nei luoghi pubblici. E visto anche il proliferare di giochi e lotterie, sarebbe necessario che queste in termini numerici diminuissero a fronte dell’introduzione del divieto di gioco d’azzardo online.

Purtroppo, invece, rispetto al passato la tendenza è diametralmente opposta visto che basta andare su Internet in uno dei siti autorizzati dai Monopoli, scaricare il contratto, spedirlo ed aprire un account per iniziare a giocare con soldi veri. Come dire che si possono oramai perdere soldi ai giochi ed alle lotterie senza doversi recare dal tabaccaio; basta rimanere comodamente seduti, davanti al proprio personal computer. “I risparmi degli italiani dovrebbero entrare in circolazione nel mercato attraverso canali legali e produttivi”, ha dichiarato il Presidente dell’Associazione, Vittorio Carlomagno, sottolineando come non si debba “lasciare che le perdite al gioco diventino prima fonte di entrate nelle casse statali”.