Fisco, perché in Italia si paga di più?

di Sofia Martini Commenta

Fino al 2005 la pressione fiscale in Italia appariva in linea o inferiore alla media dell’Europa, mentre a partire dal 2006 il peso delle tasse rispetto al pil è progressivamente salito portandosi sempre oltre il livello medio registrato in sia nell’Unione europea sia nell’area euro.

Appare sempre più complicato fare impresa in Italia. Durante lo scorso anno lo spread fiscale tra l’Italia ed Europa era di 360 punti base: se la pressione fiscale italiana era al 43,6%, la media Ue si è fermata al 40,0% con 3,6 percentuali di differenza.

Fino al 2005 la pressione fiscale in Italia appariva in linea o inferiore alla media dell’Europa, mentre a partire dal 2006 il peso delle tasse rispetto al pil è progressivamente salito portandosi sempre oltre il livello medio registrato in sia nell’Unione europea sia nell’area euro. Nel 2005 la pressione fiscale italiana si è attestata al 39,1% mentre la media dei 28 paesi Ue registrava una media del 38,9% e nell’area euro del 39,5%. Dall’anno successivo, il peso delle tasse in Italia è cresciuto superando le medie europee: 40,2% contro 39,2% e 39,8%. Questi i dati di un’analisi del centro studi di Unimpresa, secondo cui nel 2014 la pressione fiscale in Italia era al 43,6%, mentre la media Ue si fermava al 40,0% e la media area euro al 41,5% con una distanza rispettivamente di 360 punti base e 210 punti base.

Secondo l’analisi dell’associazione, basata su dati della Banca d’Italia e di Eurostat, è in particolare a partire dal 2007 che il peso delle tasse rispetto al prodotto interno lordo è costantemente cresciuto in Italia registrando valori sistematicamente superiori a quelli medi dell’Unione europea e alla media dei paesi che adottano la moneta unica del Vecchio continente. Nel 2007 la pressione fiscale italiana era al 41,5% del pil, la media Ue era al 39,3%, la media area euro al 39,9%. Nel 2008 il peso delle tasse in Italia era al 41,3% (Ue 39,1%, area euro 39,5%), nel 2009 il peso in Italia al 41,8% (Ue 38,5%, area euro 39,3%), nel 2010 in Italia al 41,6% (Ue 38,4%, area euro 39,2%), nel 2011 in Italia al 41,6% (Ue 38,9%, area euro 39,7%), nel 2012 in Italia al 43,6% (Ue 39,5%, area euro 40,7%), nel 2013 in Italia al 43,5% (Ue 39,9%, area euro 41,2%), nel 2014 in Italia al 43,6% (Ue 40,0%, area euro 41,5%).