Codici tributo dei fabbricati

di Massimo Parolisi Commenta

Per chi deve versare l‘Imu di fabbricati, capannoni industriali e rurali ad uso strumentale appartenenti al gruppo D, deve indicare particolari codici tributi nel modello F24. Ricordiamo che tra le novità in tema Imu è stata soppressa la riserva allo Stato della quota di imposta sugli immobili, oltre alla riduzione allo 0,2 per cento dell’aliquota Imu per i fabbricati rurali ad uso strumentale all’attività agricola.

I codici sono:

• “3925” denominato “IMU – imposta municipale propria per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D – STATO”,

• “3930” denominato “IMU – imposta municipale propria per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D – INCREMENTO COMUNE”.

Nel modello F24 i codici tributo sono presenti nella colonna “importi a debito versati”:

  • nello spazio “codice ente/codice comune”, indicare il codice catastale del Comune nel cui territorio sono situati gli immobili;
  • nello spazio “Ravv.”, barrare se il pagamento si riferisce al ravvedimento;
  • nello spazio “Acc.”, barrare se il pagamento si riferisce all’acconto;
  • nello spazio “Saldo”, barrare se il pagamento si riferisce al saldo;
  • nello spazio “numero immobili”, indicare il numero degli immobili;
  • nello spazio “anno di riferimento”, indicare l’anno d’imposta cui si riferisce il pagamento.

Per quanto riguarda l’accatastamento dei fabbricati rurali iscritti al catasto terreni al catasto edilizio urbano, esso dovrebbe esser prorogato di almeno un anno, dopo la richiesta ufficiale del Consiglio nazionale dei geometri e geometri laureati alle autorità competenti.

Ricordiamo infine che non si pagherà l’Imu a giugno solo in relazione alla prima casa, le relative pertinenze e perle cooperative edilizie a proprietà indivisa, gli Iacp e gli immobili rurali, con esclusione degli immobili di pregio (ville, castelli e fabbricati signorili).

Le modifiche sono contenute nell’articolo 1, comma 380, lettere g, f della legge 228/2012, in base alle quali per gli immobili produttivi del gruppo D allo Stato continua ad andare lo 0,76% (come nel 2012), mentre i Comuni possono aumentare l’aliquota standard fino a 0,3 punti percentuali (e in questo caso il maggior gettito va a loro), ma non possono più abbassarla.