Bonus bebè: restituzione, Giovanardi scrive ai genitori

di giannip 2

Ha suscitato non poche critiche la recente decisione di chiedere alle famiglie, con il recapito di una lettera a dir poco inaspettata, la restituzione del bonus bebè, una misura introdotta qualche anno fa che prevedeva il riconoscimento di un bonus, una tantum, pari a 1.000 euro a famiglia con nuovi nati nel rispetto dei requisiti di reddito, che doveva essere non superiore ai 50 mila euro. Al riguardo il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Sen. Carlo Giovanardi, ha scritto una lettera alle mamme ed ai papà scusandosi, innanzitutto, per i toni della lettera con cui si chiede la restituzione delle somme. In particolare, il Senatore ha innanzitutto fatto presente come sul totale di 700 mila assegni erogati solo 8 mila, in base ai dati a disposizione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, sono risultati essere non in regola con l’accesso alla misura, ragion per cui questi soldi devono essere restituiti.

Per quel che riguarda le modalità di restituzione, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha inoltre sottolineato come i soldi potranno essere restituiti senza interessi, e nel caso anche a rate. Su questi 8 mila bonus bebè irregolari, a seguito di un controllo sulle autocertificazioni, è stato riscontrato un reddito superiore ai 50 mila euro fatta salva la possibilità di poter dimostrare il contrario e, quindi, non procedere alla restituzione dei soldi.

Questo è quanto ha tra l’altro dichiarato proprio il Sottosegretario Giovanardi il 21 luglio scorso, presso la Camera dei Deputati, nel corso delle risposte alle interpellanze dei parlamentari in merito alla restituzione del bonus bebè. I soldi, quindi, per chi a fronte della richiesta di restituzione non rispetta in effetti i requisiti, devono tornare in mano allo Stato; in tal caso, ha aggiunto il Sottosegretario, “è come se una banca vi avesse prestato sei anni fa mille euro e oggi ne richiedesse semplicemente la restituzione senza nessun interesse“.

Commenti (2)

  1. mi permetto di dissentire sul fatto che i mille euro si possano restituire a rate. L’Agenzia delle Entrate di Torino mi ha detto che non era possibile rateizzare ma piuttosto dovevo ricorrere ad un prestito. Oggi sono andata a portare il versamento di euro 1000 nella speranza che non vadano oltre, anche perchè il denaro per pagare la sanzione non saprei dove trovarlo.
    Preciso però che il mio reddito netto era di euro 48.400,00 per cui non avrei dovuto restituire i 1000 in quanto non era stato specificato dallo Stato il complessivo se era lordo o netto.
    Infatti nell’esenzione dei ticket che stà arrivando in questi giorni è specificato “reddito complessivo lordo” …..visto la differenza?
    Sono indignata!

  2. Altro commento…..perdonate lo sfogo……….

    Per quale motivo gli accertamenti non sono stati fatti prima di inviare i soldi?

    Per quale motivo per gli extracomunitari che hanno dichiarato il falso c’è una sanatoria?
    saluti

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