Aumento Iva 2013

di Massimo Parolisi Commenta

L’aumento Iva 2013 avverrà per l’aliquota del 21 per cento che passerà al 22, mentre quella al 10 per cento rimane immutata, con ripercussioni sull’Iva applicata alle prestazioni sanitarie.

La decisione rientra nella legge di stabilità 2013 del Governo Monti, in seguito ad un’intesa raggiunta dai relatori del Pd e Pdl, cercando di scongiurare l’aumento Iva di due punti percentuali. Ovviamente associazioni di consumatori, aziende e imprese sanno che gli effetti dell’aumento Iva anche di un solo punto percentuale sui consumi potrebbero essere molto pesanti.

Per determinare la corretta aliquota IVA (21 per cento o 22 per cento) per le cessioni di beni mobili o immobili o per le prestazioni di servizi, si dovrà individuare il momento fiscalmente rilevante dell’operazione. In particolare l’aliquota al 22% si applicherà alle cessioni di beni (mobili) consegnati o spediti dall’1.07.2013 (se non già fatturate o pagate precedentemente); alle prestazioni di servizi pagate dall’1.07.2013 (se non già fatturate precedentemente) e alle cessioni di immobili stipulate dall’1.07.2013 (se non già fatturate o pagate precedentemente).

L’aumento dell’Iva non inciderà comunque sulla base imponibile dei contributi integrativi delle Casse professionali o del contributo alla gestione separata Inps, calcolati sul compenso e sui rimborsi spese. Per ciò che riguarda i professionisti, l’aumento dell’IVA al 22 per cento non riguarderà la base imponibile dei contributi integrativi delle Casse professionali o del contributo alla gestione separata Inps da calcolare sul guadagno e sui rimborsi spese.

Sulla questione è intervenuta anche la Confesercenti rimarcando che “nel 2012, nel solo commercio al dettaglio, hanno cessato la loro attività più di 64mila imprese, per un saldo negativo del comparto di più di 20mila unità”. Questi dati prospettano un ulteriore calo dei consumi nei mesi futuri e nel 2013 si può realizzarse una nuova forte flessione della spesa, nell’ordine di 10 miliardi di euro. Anche il Codacons, nota stima che l’aumento dell’IVA peserebbe su una famiglia di 3 persone 209 euro su base annua.