Aumenta la differenza tra consumi e redditi dichiarati: colpa dell’evasione?

di Redazione 2

Si allarga lo “spread” tra redditi dichiarati e consumi effettuati. Nonostante il periodo di crisi nel 2011 gli italiani hanno infatti speso in media 121,4 euro ogni 100 euro dichiarati al fisco. Verrebbe quindi da chiedere come mai la spesa media dei cittadini italiani è stata superiore a quanto dichiarato in termini di redditi dagli stessi. Sicuramente una parte dei consumi è riferibile a redditi che hanno una ritenuta alla fonte, e pertanto non soggetti a tassazione, mentre un’altra parte puo’ essere imputabile all’erosione dei risparmi (leggi anche crisi 2013 consumi), ma una fetta sarà sicuramente relativa ai proventi di evasione fiscale (leggi anche evasione fiscale ancora alle stelle)

Sicuramente il divario tra consumi fatti dagli italiani e redditi dichiarati non è automaticamente indice di evasione fiscale ma il fatto che, dal 2003 ad oggi, tale divario non sia sceso sotto i 146 miliardi di euro fornisce un’idea di quanta parte di reddito possa essere sottratta alla lente dell’agenzia delle entrate. Tale dato è utile perché indica che il fare ricorso al risparmio non può essere perenne visto che il risparmio viene ad esaurirsi. Il divario risulta essere più grande nelle regioni meridionali. In Calabria i consumi sono risultati essere del 46 % più elevati rispetto ai redditi dichiarati, in Sicilia del 40 %, mentre in Campania del 34,4 per cento. Umbria e Lombardia hanno invece divari molto contenuti, tra il 12 ed il 14 %.

Oltre alle particolarità geografiche balza subito agli occhi anche il fatto che dal 2007 in avanti il divario sia sempre cresciuto. Tale tendenza ha sicuramente diverse motivazioni. A parte una crescente possibile evasione dovuta alla crisi e alla scarsa liquidità disponibile nel sistema, ma anche il fatto che l’inflazione ha penalizzato fortemente i redditi reali, che di fatto sono diminuiti. Tuttavia anche la dinamica dei consumi deve essere analizzata, visto che all’interno delle spese occorre considerare anche i consumi inerenti energia elettrica, gas, carburanti, tutti beni che durante il tempo hanno avuto una dinamica dei prezzi crescenti determinando di fatto un aumento della spesa.

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