Affitti: i numeri danno ragione all’iniziativa “Locazioni Web”

di Redazione 1

L’inizio del 2009 è coinciso con l’introduzione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, di un prodotto innovativo nell’ambito dei contratti di affitto, vale a dire Locazioni Web: l’esordio risale a quest’anno, anche se bisogna ricordare che l’intera elaborazione è durata circa otto anni. I dati relativi a Locazioni Web sono incoraggianti, questo nuovo servizio telematico sta offrendo un impulso decisivo sul piano del risparmio dei tempi e della carta. Il successo in termini numerici equivale a ben 269.000 giorni risparmiati in fatto di file e code; tale servizio delle Entrate consente la registrazione telematica dei contratti di locazione e offre la garanzia, inoltre, della definizione operativa in tempi rapidi. Dal 2001 ad oggi sono stati ben 6.468.053 i contribuenti che hanno usufruito di tale innovazione: si può accedere a Locazioni Web tramite il sito della stessa Agenzia, senza scaricare e installare il software sul proprio computer, come avveniva in precedenza.

 


I contratti vengono registrati semplicemente compilando online i campi che si riferiscono al conduttore, locatore, all’immobile e al canone di locazione. Inserendo le coordinate bancarie del conto corrente su cui le Entrate addebitano l’importo si possono infatti calcolare velocemente le imposte dovute. Il contribuente, tra l’altro, può anche avvalersi di un intermediario abilitato (il commercialista, i Caf, le agenzie immobiliari) per portare a termine tutte le operazioni. Il successo dell’iniziativa è facilmente spiegabile: la procedura precedente a Locazioni Web constava di ben quattro passaggi, visto che ci si doveva recare presso l’ufficio locale per ottenere la modulistica, andare in banca per il versamento, tornare all’ufficio locale per la registrazione del contratto e, dopo vari giorni, ritirare la copia della stessa registrazione.

 

Con Locazioni Web, invece, tutte queste fasi vengono ridotte ad un’unica rapida operazione che necessita di pochi click. Bisogna infine ricordare le tre modalità di pagamento: l’addebito della somma sul conto corrente del contribuente, l’addebito da parte dell’intermediario sul conto del contribuente e l’addebito dell’intermediario sul proprio conto corrente.

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