Usa: sussidi disoccupazione, taglio tasse e riforma fiscale. Firmato Obama

di giannip 1

Il presidente Usa Barack Obama firmerà e convertirà in legge domani un disegno di legge per fornire ulteriori aiuti ai disoccupati ma non solo: saranno estesi i tagli delle tasse per chi acquista casa e per le aziende.

Questa legge si basa su quanto previsto dal Recovery Act per creare nuovi posti di lavoro – scrive la Casa Bianca in un comunicato – disponendo un ulteriore taglio delle tasse per le aziende in difficoltà, offrendo fino ad ulteriori 20 settimane di sussidio di disoccupazione e stabilizzando il mercato immobiliare con una estensione del Homebuyer Tax Credit da 8.000 dollari.

Le vittorie non sono finite per Obama, che si mostra entusiasta di fronte al voto favorevole della Camera dei Rappresentanti americana alla riforma della sanità. Dopo dodici ore di serrato dibattito ci sono stati 220 voti a favore e 215 contro.

I democratici hanno applaudito quando la presidente della Camera Nancy Pelosi ha battuto il martelletto ed ha annunciato i risultati. Una maggioranza proprio sul filo del rasoio quindi ha portato alla vittoria la riforma proposta dal presidente. Il disegno di legge ha l’intendo di estendere la copertura sanitaria a quasi tutti gli americani e impedire l’applicazione di pratiche assicurative come il rifiuto di dare copertura a persone già ammalate.

Una vittoria però, che per affermarsi pienamente dovrà passare ora dall’approvazione del Senato; successivamente le differenze tra i disegni di legge approvati dalle due Camere del Congresso dovranno essere ricomposte e il nuovo testo comune essere nuovamente votato da entrambe le Camere. Solo dopo questo iter la proposta giungerà poi al presidente per essere da egli firmata (Obama spera di farlo entro la fine dell’anno).

In Usa sono circa 36 milioni gli americani meno abbienti che attualmente non godono di alcuna copertura sanitaria e che, grazie alla riforma, saranno ammessi attraverso un sistema di sgravi fiscali. Il progetto Obama ha costo stimato di 1100-1200 miliardi di dollari e prevede tra l’altro la partecipazione dello Stato (public option) a un sistema competitivo tra assicurazioni.

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