Rallenta trend negativo entrate fiscali, lotta all’evasione continua

di giannip 1

Il fisco italiano ha una boccata d’aria: le entrate non continuano a calare ed anche il debito pubblico é in miglioramento. Gli incassi da lotta all’evasione fiscale stanno dando i loro risultati. Il debito diminuisce di un miliardo di euro a giugno rispetto a maggio, le entrate sono sempre negative ma il trend negativo rallenta.

Secondo i dati di Bankitalia in giugno le entrate tributarie sono state di 45,058 miliardi di euro da 46,648 miliardi un anno prima causato però solo dallo slittamento delle scadenze fissate per il versamento delle imposte per i contribuenti soggetti agli studi di settore. Difatti le Finanze registrano un aumento dell’1,7% delle imposte su patrimonio e reddito e una riduzione del 10,2% di quelle sugli affari e del 6,3% per le imposte indirette.

Il confronto omogeneo delle entrate – afferma il ministero delle Finanze in una nota – con quelle dello stesso periodo dell’anno precedente è effettuato riassegnando in modo opportuno i versamenti differiti.

L’evasione fiscale però é ancora da combattere: E’ difficile valutare quanto incide il ciclo economico sulla riduzione delle entrate fiscali prevista per quest’anno anche dal Dpef, ma quello che è certo è che è in aumento l’evasione fiscale – ha affermato il presidente dell’Istat Luigi Biggeri -.

L’Italia in tal senso non può di certo andare orgogliosa: cresce l’evasione fiscale in Italia che si conferma prima in Europa con il 51% del reddito imponibile non dichiarato. Il dato emerge da un’indagine di Contribuenti.it condotta su dati divulgati dalle Polizie tributarie degli Stati europei.

Bisogna dare immediata attuazione al federalismo fiscale – ha affermato Vittorio Carlomagno Presidente di Contribuenti.it – fornendo al contempo alla polizia tributaria nuovi e più efficaci strumenti d’indagine. L’evasione fiscale è diventato lo sport più praticato dagli italiani a tal punto che lo stiamo esportando all’estero. Per combattere l’evasione fiscale bisogna archiviare al più presto e per sempre la stagione degli scudi fiscali e dei condoni che favoriscono i grandi evasori, procedere all’integrazione delle banche dati, aggiornare lo strumento del redditometro che risale al 1992, riformare gli studi di settore applicandoli alle grandi imprese e riformare la riscossione dei tributi che in Italia ha tempi biblici e non funziona.

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