Trasferimento capitali: si trovano nell’Est Europa i nuovi paradisi fiscali

di Sofia Martini Commenta

Si cercano Paesi che prevedono agevolazioni fiscali importanti per i residenti. Per ottenerle è sufficiente dimostrare di risiedere lì per almeno 183 giorni l’anno.

Non più Isole Cayman o Svizzera. Oggi, a seguito degli accordi internazionali di collaborazione con il Fisco italiano e della volountary disclousure, questi paradisi fiscali non sembrano essere più tanto attraenti per i furbetti dell’evasione fiscale.

Perdono terreno anche Hong Kong, Ecuador e Bermuda, con le Isole di ManeJersey, Gibilterra e Mauritius, e anche con Emirati Arabi Uniti, Singapore e Filippine. Tra i paradisi fiscali vicini all’Italia si stringe la vite dei controlli sui conti in Svizzera, Lichtenstein, Città del Vaticano, San Marino e Montecarlo. Terminano nella black list del Fisco italiano anche Antigua e Barbuda, Antille Olandesi, Bahamas, Barbados, Isole Vergini, Costa Rica, Belize e Panama nonché piccole isole della Polinesia, francese e non, tra cui Tonga e Samoa.

Gli accordi anti evasione e la volountary disclousure cercano di favorire il rientro dei capitali dall’estero. Nel frattempo però nuovi paradisi fiscali accolgono i furbetti del Fisco. Resistono Taiwan, Brunei, Macao e Malaysia, Libano, Bahrein, Oman e Gibuti. Numerose anche le persone che guardano a Dubai, dove i residenti non hanno trattenute sui redditi né Iva.

Il flusso dei capitali all’estero però fa emerge la tendenza a scoprire nuovi paradisi fiscali in Europa. Si tratta di Paesi che prevedono agevolazioni fiscali importanti per i residenti. Per ottenerle è sufficiente dimostrare di risiedere lì per almeno 183 giorni l’anno. A spalancare così le porte ai capitale esteri sono Bulgaria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Russia.