Rientro dei capitali, il decreto approva la proroga al 30 novembre

di Sofia Martini Commenta

Il consiglio dei ministri ha rimandato di due mesi i termini per aderire alla cosiddetta Voluntary disclosure.

Il governo cerca risorse per evitare l’aumento delle accise su benzina e gasolio. Nel frattempo dà più giorni di tempo a chi vuol aderire alla Voluntary disclosure, la procedura per il rientro dei capitali dall’estero.

Il consiglio dei ministri ha infatti rimandato dal 30 settembre al 30 novembre i termini per aderire alla cosiddetta Voluntary disclosure. E la documentazione necessaria potrà essere presentata sino al 30 dicembre.
Si legge nel comunicato:
La proroga risponde all’esigenza di riconoscere più tempo per completare gli adempimenti previsti, tenuto conto delle problematiche di recepimento della necessaria documentazione, anche in ragione del fatto che l’acquisizione richiede il coinvolgimento di soggetti esteri.
Essa arriva dopo che l’esecutivo Renzi, sempre con l’obiettivo di far decollare l’operazione, ha ridotto le somme da pagare e allargato l’impunità, tagliando il tempo a disposizione delle Entrate per sanzionare chi ha commesso reati tributari.
Il gettito ricavato dal rientro dei capitali verrà utilizzato in parte – 728 milioni – al fine di evitare l’incremento dell’accisa sui carburanti che sarebbe dovuta scattare dal 30 settembre 2015 come clausola di salvaguardia per la mancata autorizzazione da parte dellaCommissione europea al meccanismo del reverse charge per l’Iva nel settore della grande distribuzione. Quanto alla cifra totale che il governo conta di incassare, non ci sono indicazioni. Ma secondo l’Ordine dei commercialisti, compiaciuto per la proroga, si tratta di oltre 3 miliardi di euro. Considerando che “al 15 settembre erano state presentate circa 20mila domande e si stimava un gettito di 671 milioni, se ne venissero presentate oltre 100mila saremmo oltre i 3 miliardi”, ha fatto i conti il presidente dell’ordine Gerardo Longobardi.