Reti d’impresa: a maggio vi saranno degli sgravi fiscali

di Simone 2

Il mese di maggio che si avvicina ormai velocemente sarà determinante dal punto di vista fiscale soprattutto per le cosiddette reti di impresa: si tratta infatti del momento iniziale del contratto dedicato a tali aziende, le quali potranno beneficiare dell’agevolazione tributaria prevista dall’articolo 42 del Decreto 78 del 2010 (“Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”: i vantaggi sono anche di tipo amministrativo) solo dopo aver inviato la relativa comunicazione dei dati, necessari per accertare il possesso dei requisiti. Questi stessi modelli sono già stati approvati da Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate, ma vi è anche un provvedimento specifico che illustra nel dettaglio quali sono i termini e le modalità per la trasmissione attraverso la modalità elettronica. Inoltre, un riferimento importantissimo è la circolare 15/E che la nostra amministrazione finanziaria ha pubblicato cinque giorni fa.


Quali criteri bisogna rispettare dunque per conseguire questi bonus fiscali? Le comunicazioni sono tre: la prima deve essere inviata tra il 2 e il 23 maggio prossimi e lo stesso periodo temporale dovrà essere sfruttato anche nel 2012 e nel 2013, ovviamente in relazione al periodo d’imposta (il software da utilizzare si chiama “agevolazione reti”). La seconda comunicazione, invece, va fatta nei confronti delle Entrate da parte delle Confederazioni di rappresentanza, così da chiarire gli aspetti in merito all’idoneità del programma di rete.

Infine, il terzo invio è quello relativo ai dati delle imprese che vengono asseverate alla rete, una comunicazione da inoltrare mediante Fisconline o Entratel entro il mese di aprile dell’anno successivo. Le reti imprenditoriali beneficiano attualmente di ben 48 milioni di euro: poco meno della metà di tale ammontare sarà sfruttato per l’anno in corso, mentre altri 14 milioni saranno destinati sia al 2012 che al 2013. L’agevolazione consisterà in un blocco vero e proprio dell’imposta sulla quota degli utili di esercizio, solitamente riservata a un fondo patrimoniale comune.

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