Redditometro 2013 chi e dove colpirà

di Roberto Rais Commenta

Il ferragosto è alle spalle, ed è giunto il momento di fare i conti con il redditometro, il nuovo strumento che l’Agenzia delle Entrate vorrebbero utilizzare per stanare le ampie sacche di evasione fiscale in Italia. Lo scorso lunedì il meccanismo è entrato operativamente in funzione e, terminato il periodo di prova e rodaggio, preannuncia le prime segnalazioni di accertamento. Ma chi colpirà il redditometro? E in quali parti d’Italia si avranno gli effetti maggiori?

Secondo quanto precisato dalle stesse Entrate, il sistema nasce con l’obiettivo di ricostruire le spese effettuate da un soggetto, e confrontare le stesse con la capacità reddituale del contribuente. Qualora il redditometro individuasse uno scostamento di almeno il 20% tra le spese sostenute e i redditi dichiarati, l’Agenzia potrà effettuare delle convocazioni utili per permettere ai cittadini di spiegare le sopravvenute anomalie, prima di passare a un vero e proprio accertamento (vedi anche pronto il nuovo redditometro, di cui abbiamo parlato poche settimane fa).

Nell’occasione del lancio ufficiale del nuovo strumento, il quotidiano Il Sole 24 Ore ha stilato la classifica delle dieci province italiane dove il rischio evasione è più elevato, e dove pertanto il redditometro potrà assumere una maggiore incidenza, e la lista delle province italiane dove invece il rischio evasione è inferiore. Ecco il responso:

Province italiane a maggiore rischio evasione
(tra parentesi, la posizione in classifica)
(103) Ragusa
(102) Agrigento
(100) Trapani e Catania
(98) Messina e Viterbo
(96) Crotone e Caserta
(94) Latina e Rieti

Province italiane a minore rischio evasione
(tra parentesi, la posizione in classifica)
(1) Milano e Bologna
(3) Trieste
(4) Forlì-Cesena
(5) Parma
(6) Ancona. Torino, Padova e Vercelli
(10) Modena

Complessivamente, aggiungeva il quotidiano economico finanziario, i maggiori squilibri potrebbero essere intercettati nelle zone del Meridione, pur con un minore distacco proporzionale rispetto al Nord Italia, il quale – a detta dell’analisi – rimane comunque la macro area con il maggior tasso di fedeltà fiscale.