Il Garante per la Privacy apporta alcune modifiche al Nuovo Redditometro

di Redazione 1

Il Nuovo Redditometro, lo strumento che da qualche mese a questa parte l’Agenzia delle Entrate utilizza per effettuare controlli di congruenza sulle dichiarazioni dei redditi rilasciate dai contribuenti italiani e per combattere l’evasione fiscale, è stato di recente sottoposto ad esame da parte del Garante per la Privacy, il quale ha dato il suo via libera all’utilizzo dello strumento, ma ha anche suggerito all’autorità fiscale di effettuare alcune sostanziali modifiche.

Redditometro 2013 chi e dove colpirà

Le modifiche suggerite dall’Autorità per la tutela della privacy riguardano in particolare la riduzione dei rischi in merito al trattamento dei dati personali dei contribuenti e il miglioramento dell’efficacia dello strumento nei confronti della lotta all’evasione fiscale. Il Garante per la Privacy ha infatti individuato alcuni ambiti di azione in cui è stato necessario apportare cambiamenti, in particolare rappresentati da:

Redditometro 2013 ancora protagonista

  • la profilazione dei contribuenti
  • l’utilizzo delle spese medie Istat
  • l’utilizzo del “fitto figurativo”
  • la necessità di usare dati esatti
  • l’informativa da presentare ai contribuenti
  • le modalità del contraddittorio.

Il Garante per la tutela della Privacy, ad esempio, non ha ritenuto corretto l’utilizzo delle spese medie Istat per la delineazione del profilo tipo del contribuente e ha sollevato il problema dei rischi specifici che comporta la profilazione degli utenti e l’utilizzo dei loro dati.

A parte questi due punti, tuttavia, l’Autorità per la privacy ha rilevato una serie di profili di criticità nei punti citati, alcuni dei quali sono stati già risolti in fase correttiva dall’Agenzia delle Entrate, mentre altri verranno presto resi conformi alle norme sulla privacy sulla base del recente provvedimento emanato dal Garante.

 

 

 

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